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L’artista newyorkese Daniel Arsham, di cui abbiamo già parlato, esplora diversi materiali geologici e il ruolo della narrazione nell’archeologia attraverso la sua serie (tutt’ora in corso) chiamata Fictional Archeology. Utilizzando una varietà di materiali, tra cui selenite, gesso, sabbia, pirite, e cenere vulcanica, Arsham fonde sculture che sembrano reperti archeologici in un lontano futuro.

Secondo la galleria dell’artista, Galerie Perotin, il nuovo lavoro di Arsham è stato ispirato da sculture classiche, oltre dalle immagini e dai calchi in gesso delle vittime di Pompei, solidificate in cenere dopo l’eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 dC. Frammentate e dislocate, le sculture dell’artista giocano con le idee di autenticità e finzione. “Gli archeologi hanno bisogno di inventare, almeno in parte, una storia per ricostruire una verità plausibile che accompagni le loro scoperte”, dice la galleria. “Ma chi sa per certo che cosa realmente è successo?”

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FONTE mymodernmet.com

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"Solo l'amare, solo il conoscere conta, non l'aver amato, non l'aver conosciuto" PPP