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La medicina moderna ha combattuto la paralisi per decenni, arrivando ad ideare interventi chirurgici sperimentali o esoscheletri. E anche se queste opzioni a volte aiutano, sono ben lungi dall’essere perfette. Speriamo che questo nuovo sviluppo negli impianti di chip cerebrali cambi la situazione.

Un giorno fatale di cinque anni fa, la vita del 19enne Ian Burkhart è cambiata per sempre. Mentre si stava godendo il mare, un’onda lo ha spinto in un banco di sabbia dove si è rotto il collo. Ian è sopravvissuto, ma l’evento lo lasciò paralizzato dai gomiti in giù senza molta speranza per il recupero.

Questo fino al primo test di successo del “Neurobridge” – un sistema che è in grado di decodificare le onde cerebrali e usarle per controllare uno stimolatore muscolare che permette il movimento in un arto paralizzato. La tecnologia è stata sviluppata per quasi un decennio all’Ohio State and Battelle Memorial Institute.

Gli impianti cerebrali ad impulsi elettronici non sono una nuova idea, ma quelli precedenti hanno avuto problemi con la longevità. I test condotti ora servono per capire se il problema è stato corretto, dando speranza a migliaia di persone.

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FONTE demilked.com

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