Quando Alex Eckman-Lawn prende in mano un taglierino e inizia a tagliare la carta, succede qualcosa di incredibile: i volti si aprono. Non metaforicamente, ma proprio fisicamente. Strato dopo strato, i ritratti dell’artista di Philadelphia si trasformano in strutture tridimensionali dove la superficie del viso diventa l’ingresso verso qualcos’altro – un interno anatomico immaginario, un paesaggio psicologico, una discesa vertiginosa in una profondità che sembra non avere fine.
Il suo lavoro è paziente, quasi ossessivo. Ogni collage è costruito sovrapponendo decine di fogli tagliati a mano, creando un effetto tunnel che inganna l’occhio e destabilizza chi guarda. Non si tratta solo di abilità tecnica, ma di una poetica del corpo e della memoria: cosa c’è davvero sotto la pelle? Cosa nasconde un volto? Eckman-Lawn non risponde a parole, ma scava, letteralmente, offrendo visioni inquietanti e seducenti al tempo stesso.
Vogliamo mostrarvi una selezione di opere di Eckman-Lawn, ma il suo universo creativo è molto più vasto. Ogni lavoro è un piccolo abisso a sé, capace di attirare lo sguardo e trattenerlo in bilico tra fascinazione e disagio.
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