Nelle strade di Istanbul, tra il profumo del tè appena preparato e il richiamo dei venditori ambulanti, si nascondono storie che aspettano solo di essere colte. Il fotografo turco Sami Uçan le cattura con la naturalezza di chi conosce ogni angolo della sua città, trasformando attimi fugaci in memorie collettive.
I suoi scatti non sono posati, non cercano la perfezione: immortalano il venditore che sistema la sua bancarella all’alba, il gatto che attraversa un vicolo con l’aria di chi è davvero padrone del quartiere, lo sguardo di chi aspetta il traghetto osservando le acque del Bosforo. Sono frammenti di quotidianità che, messi insieme, disegnano il ritratto più autentico di una città sospesa tra due continenti, dove la tradizione convive con la frenesia contemporanea.
Sfogliare questa galleria significa perdersi tra i colori dei mercati, sentire quasi il vociare delle piazze affollate, riconoscere nell’umanità ritratta qualcosa di universale. Perché Istanbul, nelle fotografie di Uçan, non è solo un punto sulla cartina ma un sentimento, un ritmo, una casa che appartiene un po’ a tutti.
Sami Uçan è un fotografo di strada e documentarista premiato che vive a Istanbul. La sua storia d’amore con le strade della città è iniziata oltre 16 anni fa, quando ha scoperto la sua passione per la fotografia di strada e documentaria. Da allora, il suo percorso lo ha portato a vincere premi in concorsi nazionali e internazionali, le sue fotografie sono state pubblicate su numerose riviste e ha tenuto presentazioni in associazioni fotografiche.
Dal punto di vista tecnico, Uçan predilige la semplicità nel suo approccio: “Una lunghezza focale come 18mm è sufficiente per me quando scatto foto. Preferisco che la fotocamera sia piccola e facile da trasportare”. Questa scelta gli permette di muoversi liberamente per le strade di Istanbul, pronto a catturare scene spontanee e autentiche.
Come lui stesso racconta: “Sto osservando la vita per le strade e cercando di fotografarla. A volte, mentre scatto fotografie, proprio come un poeta che inizia il primo verso di una poesia, si apre una finestra nel mio cuore e osservo tutto ciò che accade attraverso quella finestra. Considero una grande opportunità essere testimone del tempo e preservarlo attraverso le fotografie”.
Gli abitanti di Istanbul condividono le strade della città con circa 125.000 gatti randagi. Includendo anche i gatti domestici, si stima che nella metropoli vivano complessivamente circa 200.000 felini.
Ma perché Istanbul ospita una popolazione così numerosa di gatti? La risposta è un mix affascinante di cultura, religione, tradizione e necessità urbana. Nell’Islam, i gatti sono considerati animali puri. Il Profeta Maometto li amava profondamente: una delle storie più raccontate narra che preferì tagliare una manica della sua veste piuttosto che disturbare il sonno del suo gatto, accoccolato su di essa.
C’è anche una motivazione pratica, legata alla storia urbana di Istanbul. I gatti randagi hanno aiutato a proteggere le principali città della Turchia dai ratti, una funzione che risale all’Impero Ottomano, quando molte case di legno furono invase da topi e parassiti. I gatti erano lì per proteggere le scorte di cibo e difendere queste abitazioni.
Uçan ha dedicato un intero progetto fotografico ai gatti randagi nel 2018. Come spiega: “Vivo a Istanbul da molto tempo e produco foto di strada. I gatti randagi di Istanbul sono protetti con cura dalla nostra gente e li rispettiamo. Le strade sarebbero povere senza gatti, non riesco a pensare a Istanbul senza gatti. Riflettono lo spirito della città. È parte della vita quotidiana”.
Nel 2004, il legislatore turco ha introdotto una legge che promuove la protezione degli animali randagi. Fuori dai negozi si vedono ciotole d’acqua e croccantini, cucce improvvisate costruite con scatole e coperte, vere e proprie casette in legno colorato, come mini condomini felini. Durante il primo lockdown del 2020, con gli abitanti costretti in casa, i ristoranti chiusi e l’assenza di turisti, le amministrazioni dei vari distretti di Istanbul si sono preoccupate di fornire acqua e cibo agli animali di strada attraverso addetti comunali.
Questa dedizione nei confronti dei gatti non è solo una questione pratica o religiosa: è diventata parte integrante dell’identità stessa di Istanbul, una città dove tradizione e modernità convivono anche attraverso la presenza silenziosa e discreta di migliaia di felini che ne abitano ogni angolo.
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