La metropolitana di New York è molto più di un semplice mezzo di trasporto: è un palcoscenico urbano dove ogni giorno si intrecciano milioni di storie personali. Tra i vagoni che sfrecciano sotto Manhattan, Brooklyn e Queens, ogni giorno migliaia di passeggeri portano con sé i frammenti più disparati della loro vita: piante, palloncini colorati, libri usurati, strumenti musicali, dolci appena comprati o foto di famiglia.
Hannah La Follette Ryan, fotografa newyorchese, ha trasformato questa curiosa collezione urbana in un progetto artistico attraverso “Subway Hands” su Instagram. Le sue fotografie immortalano le mani dei pendolari mentre stringono, sorreggono o accarezzano gli oggetti più disparati.
Ogni scatto rivela quanto possano essere poetici e sorprendenti gli oggetti che ci accompagnano nei nostri spostamenti quotidiani. Senza mai mostrare i volti dei passeggeri, la Ryan crea un catalogo affascinante di piccoli tesori personali, dove una semplice baguette francese o un mazzo di chiavi diventano protagonisti di storie silenziose ma cariche di significato.
Scorrete qui sotto attraverso una raccolta dei suoi scatti più curiosi, e non dimenticate di votare le vostre foto preferite!
Hannah La Follette Ryan è una fotografa originaria di Amherst, Massachusetts, ma ormai stabilmente residente a Brooklyn. Laureata al Vassar College nel 2014, ha iniziato la sua carriera come tata nella Grande Mela, un lavoro che l’ha portata a trascorrere innumerevoli ore sui mezzi pubblici newyorchesi.
È proprio da queste lunghe ore di pendolarismo che, nel 2015, è nata l’idea per @subwayhands, il progetto fotografico che l’ha resa celebre. Le sue istantanee catturano momenti fugaci, nella tradizione dei grandi fotografi documentaristi e della street photography come Helen Levitt, Chris Marker e Walker Evans.
Quello che è iniziato come un passatempo durante i suoi spostamenti quotidiani si è trasformato in un fenomeno virale. Al momento, più di 425.000 persone seguono l’account Instagram dove la Ryan pubblica le sue fotografie, tutte scattate con il suo iPhone. La raccolta comprende ormai quasi 1.000 fotografie che documentano le infinite varietà di oggetti e gesti che si possono osservare nella metropolitana.
Il progetto non si è limitato ai social media: nel marzo 2020, la Ryan ha realizzato un reportage per il New Yorker sui segni dell’ansia da coronavirus visibili nelle mani dei passeggeri della metropolitana. Di recente ha anche creato “Subway Schmutz”, una fanzine che esplora la controversa abitudine di mangiare sui treni.
Le immagini della Ryan catturano i pendolari mentre tengono in mano libri, fiori, telefoni, frutta, animali domestici, tazze di caffè. Intime ma al tempo stesso estranee, le sue fotografie dipingono l’esperienza umana attraverso movimenti involontari ed espressività spontanea.
L’effetto è tenero, intimo, abbastanza anonimizzante ed estremamente coinvolgente. Senza mai invadere la privacy delle persone mostrando i loro volti, la fotografa è riuscita a creare un archivio visivo unico della quotidianità urbana, dove ogni mano racconta una storia diversa attraverso gli oggetti che stringe, accarezza o semplicemente tiene.
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"Non dimenticherò mai questa signora che ha messo l'apparecchio acustico dopo che suo marito è sceso dal treno".
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