Ogni giorno milioni di persone attraversano le stazioni della metropolitana di New York, ognuna immersa nel proprio mondo. C’è chi legge appoggiato al finestrino, chi si addormenta dopo un turno di lavoro infinito, chi fissa il vuoto pensando a chissà cosa. Chris Maliwat ha deciso di fermare questi attimi fugaci con il suo progetto “Subwaygram”, una collezione di fotografie che raccontano la vita sotterranea della città.
Armato principalmente del suo iPhone, Maliwat ha trasformato i suoi spostamenti quotidiani in un’occasione per osservare davvero chi lo circonda. Le sue foto non cercano la posa perfetta o il momento costruito: catturano invece l’autenticità di persone comuni in attesa della prossima fermata. Tra una linea e l’altra, tra Brooklyn e Manhattan, emerge un ritratto corale fatto di stanchezza, attesa, distrazione e quella particolare solitudine condivisa che solo i mezzi pubblici sanno creare.
Il lavoro di Maliwat ha raccolto un tale successo che nel 2022 Daylight Books ha pubblicato “Subwaygram”, il suo primo libro fotografico contenente 74 fotografie a colori selezionate tra i migliori ritratti del progetto (disponibile su Amazon).
Vogliamo proporvi qui sotto una selezione di immagini che mostrano il volto più vero della Grande Mela, scopritele e non dimenticate di votare con un “like” le vostre preferite.
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Chris Maliwat, fotografo di strada con base a Brooklyn, ha iniziato a fotografare i passeggeri della metropolitana alla fine degli anni ’90, quando viveva a Tokyo durante un programma di studi universitari. Fu quella la prima volta che viveva in una grande città e rimase affascinato da quanto il trasporto pubblico fosse parte integrante della vita urbana.
Il progetto Subwaygram raccoglie ritratti scattati nell’arco di quattro anni: due anni prima e due anni dopo il primo caso di COVID-19 confermato a New York. Maliwat fotografa solo durante i suoi spostamenti quotidiani, da passeggero tra passeggeri, mai come osservatore esterno. Nel 2022 Daylight Books ha pubblicato il suo primo libro fotografico, e il suo lavoro è apparso su testate come The Guardian, LensCulture e Huck Magazine.
In un’epoca dominata dalle pose studiate da postare sui Social, Maliwat cerca di catturare l’essenza autentica delle persone quando sono spontanee e senza maschera. Inizialmente lavorava con pellicola in bianco e nero, oggi usa principalmente il suo telefono cellulare e fotocamere mirrorless full-frame.
Maliwat fotografa generalmente persone vicino a lui, attratto da un’energia particolare, un’aura quasi, qualcosa di emotivo che percepisce: volti espressivi o posizioni del corpo che lo spingono ad avvicinarsi e scoprire di più su cosa stiano pensando. I suoi scatti rivelano quelle piccole storie che normalmente ci sfuggirebbero, distratti da podcast o serie TV.
Inaugurata il 27 ottobre 1904, la metropolitana di New York è una delle reti più antiche, estese e utilizzate al mondo. Con 472 stazioni e 25 linee attive, per una lunghezza complessiva di 399 chilometri, è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nel 2019 ha trasportato oltre 1,6 miliardi di passeggeri, con una media di 5,5 milioni nei giorni lavorativi.
Il sistema centenario della metro di NY è sopravvissuto a due guerre mondiali, la Grande Depressione e l’uragano Sandy, e dopo il crollo di utenti dovuto alla pandemia, i numeri stanno tornando a crescere: nel 2024 la metropolitana ha raggiunto il miliardo di passeggeri con settimane di anticipo rispetto agli anni precedenti.
Quando la pandemia colpì New York, Maliwat smise completamente di prendere la metropolitana, come milioni di altri newyorkesi. Quando ricominciò a viaggiare sui treni, il livello di ansia ed esitazione nell’aria era palpabile: lo sentiva nel modo in cui teneva le spalle e nei respiri superficiali mentre incrociava altre persone, lo vedeva in come i passeggeri interagivano a distanza, come magneti che si respingono disperdendosi nelle carrozze. Quelle immagini documentano non solo volti e momenti, ma un’intera città che attraversa una trasformazione storica, mantenendo intatta la sua essenza pur cambiando profondamente.
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