C’è un tipo di sfortuna silenziosa che non fa notizia, non finisce nei telegiornali e non riceve condoglianze ufficiali. È quella che colpisce alle otto di mattina quando il caffè rovesciato macchia la camicia nuova, o alle diciassette quando la chiave si spezza nella serratura dopo una giornata già difficile. Piccoli disastri quotidiani, perfettamente calibrati dall’universo per ricordare a chiunque che il controllo sulla propria vita è, nella migliore delle ipotesi, parziale.
Quello che vedrete in questa galleria è una raccolta di quei momenti, catturati per puro caso o per l’istinto ormai pavloviano di tirar fuori il telefono davanti a qualsiasi catastrofe. A volte si tratta di persone che non hanno fatto nulla di sbagliato, o almeno non abbastanza da meritarsi quello che è successo loro. Eppure è successo. Con una precisione quasi chirurgica.
Scorrete pure queste immagini con la coscienza relativamente a posto: ridere di una torta caduta sul pavimento o di un’auto sepolta dalla neve il giorno della revisione è, tecnicamente, una forma di empatia. Almeno, è quello che ci diciamo. E già che ci siete, votate i disastri che vi hanno colpito di più, perché se qualcuno è stato talmente sfigato da meritare un riconoscimento, è il minimo che possiate fare.
Tendiamo a trattare la sfortuna come se fosse distribuita equamente, un inconveniente che prima o poi tocca a tutti nella stessa misura. Ma la ricerca comportamentale dice altro. Secondo uno studio dell’Università di Catania pubblicato su PLOS ONE, il successo nella vita dipende dal talento molto meno di quanto crediamo, e dalla fortuna molto di più. Il problema è che riconoscerlo ci mette a disagio.
E se il vero problema fosse che non accettiamo questa casualità? Gli esseri umani sono programmati per sovrastimare il proprio controllo sugli eventi. Ellen Langer, psicologa di Harvard, ha definito questo fenomeno “illusion of control” già negli anni Settanta: tendiamo a comportarci come se le nostre azioni influenzassero risultati che in realtà sono casuali. È per questo che ci sentiamo stupidi dopo un incidente banale, come se avessimo potuto evitarlo, quando spesso non era possibile.
Eppure, di fronte alla sfortuna, propria o altrui, la reazione più comune non è la riflessione, ma il riso. Ridere delle disgrazie altrui ha un nome preciso: Schadenfreude, termine tedesco entrato nel lessico scientifico internazionale. Uno studio pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences ha mostrato che questa reazione attiva nel cervello le stesse aree legate al piacere e alla ricompensa. Non è cattiveria pura: è in parte un meccanismo di confronto sociale che ci fa sentire, momentaneamente, in una posizione migliore.
Questo bisogno di sentirsi “dalla parte giusta” emerge con forza anche nel contesto professionale, dove la fortuna gioca un ruolo che il dibattito pubblico fatica ad ammettere. Robert Frank, economista di Cornell, ha argomentato nel suo libro Fortuna e Successo che anche tra persone ugualmente talentuose e laboriose, piccole variabili casuali (il momento in cui si entra nel mercato, chi si incontra per caso) possono determinare differenze enormi nei risultati. Non è una visione nichilista: è una descrizione più onesta della realtà.
Se la fortuna influenza così profondamente i risultati, cosa succede a chi si trova sistematicamente dalla parte sbagliata? Vivere eventi negativi fuori dal proprio controllo ha conseguenze documentate sul benessere psicologico. Il concetto di learned helplessness, elaborato dallo psicologo Martin Seligman negli anni Sessanta e Settanta, descrive come l’esposizione ripetuta a situazioni incontrollabili possa portare a passività e depressione. La buona notizia è che Seligman ha dedicato decenni successivi a studiare il contrario: la resilienza e la psicologia positiva.
La risposta, però, non è universale: dipende anche da dove si è nati e da come la propria cultura interpreta la sorte. Nei paesi dell’Asia orientale, come Giappone e Cina, esistono tradizioni millenarie legate alla buona sorte (dai portafortuna ai rituali stagionali) integrate nella vita quotidiana senza particolare imbarazzo. In Occidente, complice l’eredità culturale del merito individuale, ammettere che la fortuna conti è spesso percepito come una forma di debolezza o di scusa.
Questa difficoltà occidentale ad accettare la casualità ha conseguenze che vanno oltre il piano individuale. Uno studio condotto da ricercatori della Northwestern University ha rilevato che le persone tendono a giudicare più severamente chi fallisce in seguito a sfortuna rispetto a chi fallisce per propri errori, quando il risultato finale è lo stesso. Questo meccanismo distorce la percezione della giustizia sociale e alimenta pregiudizi verso chi si trova in difficoltà per ragioni indipendenti dalla propria volontà.
La domanda, allora, non è come eliminare la sfortuna dalla propria vita, impresa impossibile, ma come imparare a conviverci. La filosofia stoica, tornata sorprendentemente popolare negli ultimi anni, con autori come Ryan Holiday che hanno venduto milioni di copie, si fonda proprio sulla distinzione tra ciò che dipende da noi e ciò che non dipende da noi. Non è una rassegnazione passiva, ma un invito a concentrare energia e attenzione dove hanno effettivamente senso. Un consiglio vecchio di duemila anni che, guardando queste foto, sembra più attuale che mai.
#1 Mi avevano detto “Prendi dei gatti, sarà divertente” (nessun gatto e nessuna pianta si è fatta troppo male)

#2 Karma

Un tizio cerca di aggirare delle auto in fila, finendo direttamente nel cemento fresco.
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#3 Sono tornato tardi dal lavoro e ho fatto cadere il mio panino aperto nel parcheggio

Vado a fare la pasta, la prima pentola scivola e la rovescio tutta per terra. Preparo una seconda pentola e il manico si rompe e la pasta finisce dappertutto. Non mangio; piango un po'.
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#4 Cosa può andare storto quando metti i contenitori di vernice più grandi sullo scaffale più alto?

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#5 Mia mamma ha lavato il mio maglione preferito…

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#6 Quante probabilità c’erano che questo accadesse?

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#7 A una festa di compleanno in famiglia, ho pensato di fare il bravo papà e giocare un po’ a calcio con mia figlia

Poi abbiamo cambiato gioco.
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#8 Ho sentito parlare di persone che restano intrappolate in un angolo, ma mia moglie ha fatto un ulteriore passo avanti. Non lo so nemmeno io.

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#9 Mi è caduto il profumo nel lavandino

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#10 Sono tornato a casa e ho trovato un’auto nella mia piscina

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#11 Ieri la mia penna è esplosa nell’asciugatrice. Oggi, quando torno a casa dopo un’altra giornata lavorativa di 13 ore è successo questo

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#12 Sembra una metafora di qualcosa

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#13 La manutenzione di questa auto non è andata come previsto

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#14 Sono tornato a casa dal lavoro

Mi sono reso conto che andavo in giro a incontrare clienti con un enorme strappo nei pantaloni, di cui nessuno mi aveva detto niente. Così ho pensato che anche internet doveva saperlo.
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#15 Scivolato nella doccia, atterrato sul water

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#16 Ho tagliato il prato per la prima volta in questa stagione e il tosaerba ha preso una sasso e l’ha lanciato contro la mia porta d’ingresso

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#17 Trovato alle 7 del mattino di lunedì

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#18 Ho fatto il caffè mentre ero ancora mezzo addormentato

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#19 Qualcuno ha lasciato l’auto sotto una tubatura che perdeva

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#20 Ultimo cibo in frigo. Feta, pomodoro e porro. La pirofila è esplosa

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#21 Quando pensavi di aver impostato 1:00 nel microonde, ma erano 10:00

Era un muffin ai mirtilli
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#22 Sono tornato dalle vacanze e ho scoperto che il nostro acquario aveva perso acqua mentre eravamo via

I pesci sono vivi.
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#23 Non avrei voluto mangiarla comunque

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#24 Spero che la vostra giornata stia andando meglio

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#25 Immagino che farò rifornimento altrove

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#26 Sono rimasto bloccato in un ascensore nel mio condominio, mi hanno detto che mancano 40 minuti all’arrivo del tecnico e devo andare in bagno

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#27 La mia cola è esplosa nel congelatore

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#28 La mia macchina stamattina

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#29 Pitturiamo segnaletica orizzontale sulle strade, ecco uno sfortunato individuo che ha guidato lungo la linea di verniciatura fresca per circa 500 metri

Quando l'abbiamo raggiunto, l'auto gocciolava.
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#30 Ho appena passato più di un’ora nel traffico mentre andavo al lavoro. Poi ho guardato in basso

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#31 Indovinate cosa ha spaventato a morte me e mia moglie alle 2 di notte

Questo specchio era alto quasi 3 metri ed era già in casa quando l'abbiamo comprata. Pensavo che qualcuno avesse rotto la finestra del bagno e stesse entrando
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#32 Ho pensato “Mi truccherò in macchina”

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#33 Ho provato a prelevare 60 $. I soldi sono rimasti bloccati e non sono riuscito a prelevarli. Poi sono rientrati dentro e ha comunque prelevato 60 $ dal mio conto!

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#34 Mi è caduto l’Airpod

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#35 Sono uscito dal mio hotel per prendere la macchina

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#36 Alla seconda spalata, la mia fidata pala si è rotta

Siamo riusciti a fare circa trenta centimetri e io sono riuscito ad aprire solo la porta d'ingresso. Per fortuna io e mia moglie possiamo lavorare da casa. Ci sono almeno 50 centimetri di neve davanti al nostro vialetto. Che bei momenti.
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#37 Qualcun altro ha avuto una giornata simile?

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#38 Il modo più stupido per farsi male

Mi sono bruciata la mano mentre tiravo fuori la zuppa di pomodoro dal microonde. Il toast che stavo preparando è saltato fuori e mi sono spaventata.
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#39 Così mio fratello ha deciso di sfogare la sua rabbia su qualcosa di mio

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#40 Cattiva distribuzione del peso caricato. Rimorchio ribaltato

Trasloco andato storto oggi. Ho dovuto arrampicarmi sul tetto. Nessuno si è fatto male in modo grave.
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#41 Sono le 3:00 del mattino. Tutti dormono e io cerco di uscire dalla mia stanza da 30 minuti

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#42 Un guidatore ubriaco è entrato nel mio garage!

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#43 Il fondo della mia tazza è caduto, tè ovunque

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#44 Ho preparato una lasagna per pranzo. Ecco il risultato

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#45 Ho dimenticato di esportato le mie foto prima di riformattare la mia scheda SD. È andato tutto perso

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#46 Mia madre ha dimenticato che stava preparando lo sciroppo. L’ha lasciato a fuoco medio per 2 ore.

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#47 Lo scaldabagno è esploso e il mio seminterrato si è allagato

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#48 La parte inferiore si è staccata

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#49 Mia mamma aveva appena finito di pulire la cucina e poi ha rovesciato un sacchetto di semi di chia per terra

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#50 Ho fatto cadere una pentola sui fornelli dei miei genitori

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