I ReFocus Awards sono un concorso internazionale di fotografia che celebra i migliori creatori di immagini del nostro tempo. La competizione si rivolge a fotografi di ogni livello e disciplina, offrendo una piattaforma globale per mostrare le loro opere e farsi notare da un pubblico internazionale. Grazie a premi prestigiosi e un’ampia visibilità online, il concorso sostiene la crescita artistica e professionale dei partecipanti.
Le fotografie premiate nella categoria “Photojournalism” dell’edizione 2025 mostrano eventi di attualità e realtà di grande impatto sociale, politico e umano, andando oltre la semplice documentazione per trasmettere emozioni e stimolare riflessioni.
Altre info: ReFocus Awards | Instagram | Facebook
#1 Finalista: “Firefighters” di Brendan Mcloughlin

#2 Terzo classificato: “The Silent Displacement” di David Lombeida

"Il figlio di Abdu-Rahnan dorme all’aperto, su un terreno dove i proprietari hanno concesso temporaneamente alla famiglia di accamparsi. Nella Cisgiordania, Abdu-Rahnan e i suoi familiari sono stati sfollati a causa delle violenze dei coloni, dopo che l’intera comunità è stata costretta ad abbandonare le proprie case, pochi giorni dopo gli attacchi del 7 ottobre."
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#3 Finalista: “Waiting” di Ronaldo Camara

"In attesa del ritorno dei guerrieri dalla pesca."
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#4 Finalista: “Hebron: Ghost Town” di Piero Corvo

"A Hebron, la realtà si frantuma sotto il peso dell’ingiustizia. Le strade sono pattugliate da soldati e coloni armati, mentre i palestinesi camminano sotto grate di ferro che li separano dal cielo. Questa foto fa parte di un reportage girato proprio in quelle strade."
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#5 Menzione d’onore: “URUGUAY, 8M” di Agustina Saubaber

L'immagine cattura un momento significativo di una protesta contro la violenza di genere, le disuguaglianze e le discriminazioni che le donne affrontano quotidianamente. Le manifestazioni dell'8M in Uruguay sono state caratterizzate da una partecipazione massiccia, con donne e persone di diverse identità di genere che hanno marciato per le strade di Montevideo, chiedendo giustizia e uguaglianza.
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#6 Primo classificato: “Nowhere is safe for them” di Veronique De Viguerie

"Il Pakistan sta espellendo circa 1,5 milioni di afghani senza documenti, rifugiati nel paese. Molte di queste persone, in particolare donne, erano fuggite dall'Afghanistan dopo l’ascesa al potere dei talebani. Ora vengono rimpatriate con la forza, costrette a registrarsi alla frontiera proprio con le autorità talebane."
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#7 Finalista: “Crow House, the sanctuary” di Mária Mayer

«Facciamo tutto il possibile per dare ai nostri uccelli la vita che meritano: una vita libera, cieli azzurri e ali spiegate», recita il credo del Crow House (Ungheria), dove vivono centinaia di corvi. La maggior parte di loro arriva qui a causa della crudeltà o indifferenza umana. Qui, tra uomini e uccelli si crea un legame speciale.
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#8 Finalista: “Voices of the Xingu” di Cláudio Colavolpe

"Durante il rituale Kuarup, flauti sacri risuonano tra corpi dipinti e memorie ancestrali. Ogni respiro rende omaggio ai defunti, celebrando la vita attraverso suoni, colori e tradizione. Un potente tributo dei popoli dell’Alto Xingu."
Il Kuarup è un rituale tradizionale molto importante dei popoli indigene dell’Alto Xingu, una regione dell’Amazzonia brasiliana. È una cerimonia dedicata a onorare i defunti, celebrando la loro memoria e il legame con gli antenati. Durante questo rito, i partecipanti si dipingono il corpo con colori tradizionali e suonano flauti sacri, strumenti musicali che accompagnano le preghiere e i canti. I suoni e i colori non sono solo decorazioni, ma simboli profondi che rappresentano la vita, la morte e la continuità della cultura.
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#9 Finalista: “Immigrants Make America Great” di Keith Manning

"Manifestante alla protesta “Hands Off!” di New York City, 5 aprile 2025."
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#10 Finalista: “To See, Nepal” di Kristine Clark

"Una donna esce dalla foresta, tra le montagne del Nepal."
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#11 People’s Vote Award: “Chewing on a olive ridle turtle” di Pepe Manzanilla

Su una spiaggia rischiarata dalla luna, un giaguaro divora una tartaruga olivacea.
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#12 Secondo classificato: “Sustainable Childhood” di Paolo Marchetti

"Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa 320.000 bambini tra i 5 e i 14 anni sono costretti a lavorare.
A Managua (Nicaragua), quasi 1.000 bambini vivono nella più grande discarica dell’America Centrale, dove rovistano tra i rifiuti alla ricerca di materiali riciclabili da rivendere per strada."
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#13 Finalista: “Journey to save Cyprus’ Griffon Vultures” di Silvio Augusto Rusmigo

"Ho documentato gli sforzi per salvare gli ultimi grifoni di Cipro. Con solo 27 esemplari rimasti, molti sono morti a causa di avvelenamenti, perdita dell’habitat e cavi elettrici. In cinque anni ho catturato momenti chiave: la loro reintroduzione, le tragiche perdite e le liberazioni, evidenziando sia la loro fragilità che la lotta per mantenerli in vita."
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#14 Finalista: “Brave Warrior” di Ronaldo Camara

Nel remoto nord-ovest del Mato Grosso, vicino al confine con il Perù, vivono alcune delle popolazioni indigene più isolate e vulnerabili del mondo. Questi gruppi, spesso definiti "incontattati", vivono nel cuore dell’Amazzonia, evitando ogni contatto con l’esterno. Tra loro ci sono tribù come i Kawahiva e i Piripkura, che lottano per sopravvivere di fronte a minacce come la deforestazione, la violenza e l’invasione dei loro territori. Queste comunità rappresentano un legame prezioso con culture antiche che continuano a resistere nel rispetto del loro desiderio di isolamento.
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#15 Menzione d’onore: “Ley Bases” di Emmanuel Fernandez

"Un’auto è stata data alle fiamme davanti al Congresso Nazionale durante una giornata di proteste per il dibattito sulla Ley Bases in Parlamento.
La Ley Bases è la legge fondamentale su cui il leader libertario Javier Milei vuole basare la sua riforma liberale in Argentina."
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#16 Menzione d’onore: “Rohingya Refugees Fishermen” di Thomas Morel-Fort

"I rifugiati Rohingya a Cox's Bazar, in Bangladesh, mangiano dopo giorni trascorsi in mare.
Oltre 740.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar, di cui il 90% vive in rifugi non ufficiali in Bangladesh, privi di accesso agli aiuti umanitari."
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