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La turritopsis dohrnii, una piccola specie di medusa originaria del Mediterraneo, è comunemente conosciuta come la “medusa immortale” e il suo soprannome è da prendere alla lettera. Grazie alla sua capacità di ritornare a uno stadio sessualmente immaturo invece di soccombere a una morte inevitabile, questa piccola creatura custodisce il segreto della vera immortalità biologica.

Gli scienziati hanno scoperto per la prima volta la medusa immortale nel 1883, quando l’hanno trovata nuotare nelle calde acque del Mediterraneo.

Ma ci volle un altro secolo perché gli scienziati scoprissero le abilità straordinarie di questa specie e che la lunga vita dell’immortale medusa non era una benedizione ultraterrena, ma un tentativo di salvarsi dai pericoli del mare profondo.

Altre info: wikipedia

Uomini e donne fantasticano sull’immortalità fin dall’inizio dei tempi. Letterature di numerose culture contengono una quantità sterminata di miti e storie a riguardo, ma fino alla metà degli anni ’90 non avevamo ancora trovato alcuna prova che la vita eterna sul nostro pianeta fosse possibile. Nel 1996, i ricercatori hanno pubblicato uno studio su una piccola specie di medusa in grado di ritornare, da individuo adulto e solitario, al suo stato giovanile, ingannando così la morte e diventando potenzialmente immortale. Se non viene consumata dai predatori e continuando ad essere sostenuta dal suo ambiente, la medusa può ripetere questo ciclo indefinitamente e vivere per sempre. Fino ad oggi, la medusa immortale rimane l’unico animale immortale conosciuto.

Tutte le meduse attualmente conosciute esistono in due forme: forma polpo e forma medusa. Ma mentre la maggior parte delle meduse passa dalla forma di polipo a quella di medusa prima di soccombere all’inevitabile fine del loro ciclo di vita, la turritopsis dohrnii possiede la capacità di passare da una fase all’altra e viceversa, ingannando così la morte. Lo fa attraverso un processo noto come transdifferenziazione, che sostanzialmente è la trasformazione di una cellula matura in un altro tipo di cellula matura.

Invece di morire come ogni altra creatura, la minuscola medusa immortale ritrae prima i suoi tentacoli, trasformandosi in una massa informe, quindi scende sul fondo dell’oceano e ritorna poi al suo stadio di polpo nel giro di tre giorni. Gli scienziati hanno scoperto che il nuovo polpo è geneticamente identico alla medusa originale, ma è una versione giovane di essa. Per fare una similitudine, è come se una farfalla si trasformasse in bruco, poi di nuovo in farfalla e così via.

L’immortalità della turritopsis dohrnii non è esattamente il tipo su cui le persone solitamente fantasticano, perché sebbene le meduse tecnicamente non muoiano, non vivono nello stesso corpo di prima. Inoltre, come ricordato sopra, la medusa può comunque morire a causa di predatori o malattie, ma il suo ciclo vitale è ciò di più simile all’immortalità che abbiamo avuto finora modo di osservare in natura.

È interessante notare come le meduse immortali non possano controllare completamente la loro inversione dalla fase medusa a quella polpo. La ricerca ha dimostrato che la trasformazione si verifica solo quando la medusa è ferita o denutrita, o quando la temperatura o la salinità dell’acqua in cui vive cambia. Ma se le condizioni sono giuste, può potenzialmente ripetere il ciclo indefinitamente.

Esistono tre tipi di meduse Turritopsis nel mondo, la dohrnii, la nutricula e la rubra, ma solo la prima porta il nome di “medusa immortale”. Non è noto se le altre due siano capaci della stessa straordinaria trasformazione, la dohrnii è l’unica la cui immortalità è stata dimostrata in condizioni controllate di laboratorio.

Chissà, forse in futuro la scienza sarà in grado di sfruttare le conoscenze di questa medusa immortale per manipolare le nostre cellule e consentirci di vivere per sempre (questo porrebbe quanto meno il problema del sovraffollamento). Che ne pensi? Diccelo nei commenti!

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