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15 misteri e crimini irrisolti che Google Maps ha contribuito a svelare

Google Maps nasce come strumento di navigazione, ma negli anni si è trasformato in qualcosa di molto più potente: un archivio visivo del mondo reale, aggiornato costantemente e accessibile a chiunque. Miliardi di immagini satellitari e riprese Street View coprono strade, edifici, terreni remoti e angoli dimenticati del pianeta. In alcuni casi, queste immagini hanno finito per incastrare criminali, ritrovare persone scomparse e riaprire casi giudiziari che sembravano destinati a restare senza risposta.

A volte, a fare la scoperta decisiva non sono stati investigatori professionisti ma semplici utenti curiosi che si sono imbattuti per caso in un dettaglio anomalo durante una normale ricerca. Veicoli nascosti nella vegetazione, movimenti sospetti immortalati da un’auto Street View di passaggio, strutture illegali visibili dall’alto: il database di Google si è rivelato una fonte di prove inaspettata, e in più di un’occasione determinante.

In questo articolo vogliamo raccontarvi una serie di casi in cui Google Maps ha contribuito a fare luce su crimini, sparizioni e misteri irrisolti. Scopriteli qui sotto.

#1 L’omicidio di Yoel, cittadino cubano

A Tajueco, un piccolo borgo della provincia spagnola di Soria, un uomo cubano scomparve nel novembre 2023.
Il caso ebbe inizio quando una persona a lui vicina lo denunciò come scomparso dopo aver ricevuto dal suo telefono alcuni messaggi sospetti, in cui si affermava che aveva incontrato una donna, stava lasciando Soria e si stava liberando del cellulare.
Gli investigatori non credettero alla storia e le indagini cominciarono a concentrarsi sulle persone del suo entourage.
Un anno dopo, un'auto di Google Street View passò per Tajueco per la prima volta in circa quindici anni.
Nella sequenza di immagini Street View dell'ottobre 2024, uno dei fotogrammi sembrava mostrare un uomo chino nel bagagliaio di un'auto rossa accanto a voluminosi sacchi bianchi. Un'altra immagine Street View del paese mostrava una persona che spostava un grande involucro bianco su una carriola.
La polizia spagnola arrestò in seguito Manuel Isla Gallardo, 48 anni, e la sua compagna Alicia. Le indagini rivelarono che la coppia aveva ucciso il cittadino cubano scomparso, identificato come Yoel, 33 anni, al termine di una lite.
I sacchi bianchi individuati da Street View contenevano il corpo smembrato di Yoel. I suoi resti furono ritrovati in seguito sepolti in una fossa poco profonda nel cimitero di Tajueco. La coppia fu accusata di sequestro di persona e omicidio.

Punteggio finale: 14 punti

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    #2 Il rapimento di Natalie Maltais

    Nel gennaio 2009, Natalie Maltais, nove anni, andò a trascorrere il fine settimana dalla nonna, Rose Maltais, ad Athol, nel Massachusetts. Invece di fare ritorno a casa, Natalie venne portata fuori dallo stato.
    Le autorità riferirono in seguito che Rose aveva detto a sua figlia che non avrebbe mai più rivisto la bambina, e fu emesso un mandato di arresto per sequestro di persona.
    Gli investigatori capirono subito che il telefono cellulare di Natalie era la chiave. Il dispositivo continuava a generare dati GPS mentre Rose guidava verso sud, permettendo alla polizia di seguirne gli spostamenti. Il segnale li collocò infine nei pressi della Route 11 a Natural Bridge, in Virginia.
    Le coordinate erano utili ma imprecise, restringendo l'area di ricerca a un raggio di circa cinquanta metri. Lungo quel tratto di strada, ciò significava comunque diverse possibili ubicazioni.
    Fu a questo punto che Google Maps entrò nelle indagini.
    Utilizzando i dati GPS, il vicecomandante dei vigili del fuoco Thomas Lozier aprì Google Street View e cominciò a esplorare virtualmente la zona lungo la Route 11. Scorrendo le immagini fotogramma per fotogramma, individuò un motel sul ciglio della strada con il tetto rosso che corrispondeva alla posizione indicata dall'ultimo segnale del telefono: il Budget Inn.
    La polizia di stato della Virginia fu allertata riguardo a quella struttura specifica. Nel giro di poche ore, gli agenti trovarono Natalie e Rose all'interno di una stanza del motel. La bambina era illesa. Rose fu arrestata con l'accusa di sequestro di persona.

    Punteggio finale: 11 punti

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      #3 La scomparsa di William Moldt

      Nel novembre 1997, William Moldt, 40 anni, scomparve dopo aver lasciato una discoteca a Lantana, in Florida. Chiamò la sua ragazza intorno alle 21:30 per dirle che sarebbe rientrato a breve, ma non arrivò mai. La polizia aprì un'indagine per persona scomparsa, ma non emerse alcun indizio concreto e il caso finì nel dimenticatoio.
      La risposta, però, era lì davanti agli occhi di tutti da oltre vent'anni.
      Nell'agosto 2019, un ex residente di un quartiere di Wellington, in Florida, notò qualcosa di strano mentre osservava le immagini satellitari della zona online. In uno stagno vicino a Moon Bay Circle, il profilo di un veicolo era chiaramente visibile sott'acqua. L'ex residente contattò qualcuno che abitava ancora nei paraggi e gli suggerì di andare a controllare lo stagno.
      Usando un drone, il residente confermò la presenza di un'auto sommersa sotto la superficie e allertò le autorità. Quando la polizia recuperò il veicolo dallo stagno, all'interno trovò dei resti scheletrici.
      Una settimana dopo, quei resti furono identificati come appartenenti a William Moldt.
      Gli investigatori conclusero che Moldt aveva probabilmente perso il controllo del veicolo la notte della scomparsa ed era finito nello stagno. Secondo lo sceriffo della contea di Palm Beach, l'auto era visibile nelle immagini satellitari da anni.
      Un rapporto del database per le persone scomparse Charley Project rilevò in seguito che il veicolo era identificabile nelle immagini aeree già dal 2007, ma nessuno lo aveva notato fino al 2019.

      Punteggio finale: 10 punti

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        #4 Evasione fiscale in Sardegna

        Agli inizi degli anni 2000, un imprenditore immobiliare di Cortina d'Ampezzo dichiarò un reddito pari a zero per il 2001, ma la Guardia di Finanza italiana finì per individuare una pista che portava in Sardegna.
        Nel 2002, l'imprenditore aveva venduto una villa a Porto Rotondo, dotata di una piscina che gli agenti descrissero come di forma "fallica", per soli 280.000 euro, un prezzo sorprendentemente basso per uno dei litorali più esclusivi d'Europa.
        Insospettiti, gli agenti aprirono Google Earth, scandagliarono la zona di lusso alla ricerca della forma inconfondibile della piscina e individuarono la proprietà.
        Confrontando la vista satellitare con i registri catastali emerse che il valore reale della villa si avvicinava al milione di euro, rivelando una palese sottovalutazione finalizzata all'evasione fiscale.
        Quella scoperta aprì la strada a un accertamento finanziario completo, portando alla luce conti bancari nascosti pieni di contante non dichiarato.
        Al termine delle indagini, l'imprenditore e suo fratello furono accusati di aver evaso in totale circa 7 milioni di euro di imposte.
        Le identità dell'imprenditore e del fratello non sono state rese note dai media locali.

        Punteggio finale: 10 punti

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          #5 I rapinatori gemelli olandesi

          Nel settembre 2008, un ragazzo di 14 anni di Groningen, nei Paesi Bassi, riferì alla polizia che due uomini lo avevano trascinato giù dalla bicicletta in Merwedestraat e gli avevano sottratto 165 euro e il cellulare.
          Mesi dopo, nel marzo 2009, stava navigando su Google Street View da casa quando si imbatté in qualcosa che lo lasciò senza parole: un'immagine di se stesso in bicicletta con due uomini che gli camminavano direttamente dietro, scattata poco prima della rapina.
          Poiché il servizio di Google oscura automaticamente i volti, i pubblici ministeri olandesi inviarono formalmente una richiesta all'azienda per ottenere la fotografia originale non oscurata, sostenendo che avrebbe potuto aiutare a risolvere il crimine.
          Google acconsentì e, quando gli investigatori esaminarono l'immagine nitida, un detective della squadra rapine riconobbe uno dei due uomini come un soggetto già noto alle forze dell'ordine, che per di più era un gemello; questo li portò a identificare il fratello come secondo sospettato.
          La polizia arrestò i fratelli gemelli, 24 anni, con l'accusa di rapina, in quello che le autorità di Groningen descrissero come il primo utilizzo di immagini di Google Street View in un'indagine penale olandese.
          I fratelli ammisero di essere le persone nella fotografia, ma negarono di aver rapinato il ragazzo. Alcune fonti giornalistiche locali riferirono che uno dei due aveva confessato diversi altri reati a sfondo economico.

          Punteggio finale: 8 punti

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            #6 Il boss mafioso in latitanza: Gioacchino Gammino

            Per quasi vent'anni, Gioacchino Gammino, condannato mafioso legato al gruppo criminale siciliano della Stidda, visse tranquillamente sotto falsa identità in Spagna.
            Gammino era evaso dal carcere di Roma nel 2002 mentre scontava l'ergastolo per omicidio e reati di associazione mafiosa. Dopo essere scomparso, riemerse anni dopo a Galapagar, vicino a Madrid, usando il nome "Manuel".
            Le autorità italiane ritenevano che si trovasse in Spagna, ma non disponevano di una sua localizzazione certa.
            La svolta arrivò attraverso un'indagine open source. Esaminando le immagini di Google Street View di Galapagar, gli investigatori notarono un uomo davanti a un negozio di alimentari chiamato El Huerto de Manu che assomigliava a Gammino. L'immagine da sola non era una prova sufficiente, ma fornì loro un'area specifica su cui concentrarsi.
            Ulteriori verifiche portarono le autorità a un ristorante nelle vicinanze, Cocina de Manu, che proponeva piatti siciliani. Le foto associate all'attività mostravano un uomo in abiti da cuoco corrispondente all'aspetto di Gammino. Una cicatrice visibile sul mento contribuì a confermarne l'identificazione.
            La polizia spagnola arrestò Gammino nel dicembre 2021.
            Dopo la cattura, i media italiani riferirono che l'uomo si disse sorpreso di essere stato rintracciato dopo tanti anni senza alcun contatto con la famiglia. Fu successivamente estradato in Italia per scontare il resto dell'ergastolo.

            Punteggio finale: 7 punti

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              #7 L’esibizionista Benjamin Frederick Moran

              Tra il 2015 e il 2019, Benjamin Frederick Moran si espose ripetutamente e compì atti osceni in luoghi pubblici in diverse zone di Brisbane, in Australia.
              La polizia riferì in seguito che la guardia giurata 44enne prendeva di mira aree con un flusso regolare di pedoni, tra cui fermate degli autobus e strade residenziali nei quartieri di Windsor e Annerley.
              I documenti processuali mostrano che Moran ammise 33 atti osceni nel corso di quel quadriennio.
              Secondo l'accusa, si nascondeva spesso dietro alberi, cespugli o barriere da cantiere e aspettava donne che camminavano da sole prima di mostrarsi.
              Uno degli episodi fu catturato inaspettatamente da una telecamera di Google Street View mentre il veicolo di mappatura transitava nella zona. L'immagine lo mostrava mentre compiva l'atto su una strada pubblica.
              Nel gennaio 2019, una donna contattò la polizia dopo aver visto Moran in Truro Street a Windsor. Gli agenti lo localizzarono rapidamente nelle vicinanze.
              Durante l'interrogatorio, Moran confessò e utilizzò una mappa per indicare agli investigatori i luoghi in cui aveva compiuto gli atti. La polizia incrociò quindi quelle informazioni con le segnalazioni precedenti.
              Le ammissioni portarono a 23 capi d'imputazione per atti osceni, con altri 10 episodi presi in considerazione in sede di sentenza.
              Nel 2019, il Brisbane Magistrates Court lo condannò a sei mesi di reclusione per ciascuno dei 23 capi d'imputazione, con le pene sospese per due anni. Fu inoltre messo in libertà vigilata per i reati rimanenti.
              Le perizie psicologiche presentate in udienza attestarono che Moran soffriva di disturbo esibizionistico.

              Punteggio finale: 5 punti

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                #8 La scomparsa di Paulette Landrieux

                Nel novembre 2020, Paulette Landrieux, 83 anni, affetta da Alzheimer, sparì nel nulla dalla sua abitazione ad Andenne, in Belgio, nel giro di pochi minuti.
                Il marito Marcel era uscito in giardino per stendere il bucato mentre lei guardava la televisione. A un certo punto Paulette uscì di casa, gli passò accanto senza che lui se ne accorgesse, attraversò la strada e scomparve. Quando rientrò e si rese conto che non c'era più, il panico si impadronì di lui.
                Il quartiere si mobilitò in giornata e la polizia perlustrò la zona con i cani, concentrandosi sulle strade vicine, sui boschi e sui terreni aperti. Nonostante l'ampiezza delle ricerche, non emerse alcuna traccia.
                Con il passare del tempo il caso si arenò. I mesi diventarono anni senza che emergesse un solo indizio concreto su dove fosse diretta dopo aver attraversato la strada.
                La svolta arrivò quasi due anni dopo, quando un vicino stava navigando su Google Maps e scorse alcune immagini Street View della zona. In una foto scattata proprio il giorno della scomparsa dall'auto di Google durante un suo passaggio, Paulette appariva sullo sfondo mentre camminava lungo una strada nelle vicinanze.
                Quel fotogramma congelato nel tempo fornì agli investigatori una direzione di marcia certa.
                Basandosi sull'esatta posizione visibile nell'immagine Street View, le autorità concentrarono le ricerche lungo quel percorso.
                Non lontano dal punto in cui era stata fotografata, trovarono i suoi resti scheletrici tra la vegetazione fitta e secca su un pendio. Gli investigatori conclusero che probabilmente era scivolata lungo il declivio, era rimasta impigliata tra i rovi e, non riuscendo a risalire, vi aveva trovato la morte.

                Punteggio finale: 4 punti

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                  #9 L’annegamento di Davie Lee Niles

                  Foto Google Street View misteri e crimini risolti

                  Nell'ottobre 2006, Davie Lee Niles, 72 anni, scomparve dopo aver lasciato un bar nel township di Byron, nei pressi di Grand Rapids, nel Michigan.
                  Niles, che stava affrontando un tumore e una depressione, fu visto per l'ultima volta l'11 ottobre. Quando non fece ritorno a casa, venne denunciata la sua scomparsa e fu avviata una ricerca, ma gli investigatori non riuscirono a trovare alcuna traccia di lui né del suo veicolo.
                  Nel novembre 2015, un dipendente di una pompa funebre vicina stava addobbando un albero di Natale su una piattaforma elevatrice quando notò qualcosa di insolito in uno stagno nelle vicinanze. Dall'alto riuscì a scorgere quello che sembrava il tetto di un'auto appena sotto la superficie dell'acqua. Chiamò la polizia, che inviò dei sommozzatori a fare un sopralluogo.
                  Quando le autorità recuperarono il veicolo dallo stagno, trovarono resti scheletrici nel sedile del guidatore. L'auto era intestata a Niles e il suo portafoglio fu ritrovato all'interno. Gli investigatori dichiararono in seguito che i resti erano ritenuti essere i suoi, portando una risposta tanto attesa alla sua famiglia.
                  La scoperta rivelò un ulteriore dettaglio: l'auto sommersa era visibile nelle immagini satellitari dello stagno da anni. Le immagini disponibili su Google Maps mostravano il profilo del veicolo sott'acqua, ma nessuno lo aveva riconosciuto fino a quando la scoperta reale non aveva attirato l'attenzione su di esso.
                  Le autorità riferirono che lo stagno in cui fu trovata l'auto si trova a circa ottocento metri dal bar dove Niles era stato visto l'ultima volta. Gli investigatori non sospettarono un crimine, anche se non riuscirono a stabilire con precisione come l'auto fosse finita nell'acqua.

                  Punteggio finale: 4 punti

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                    #10 La ladra del negozio: Tammy McIvor

                    Nel 2014, durante uno dei suoi passaggi di routine, un'auto di Google Street View immortalò il momento in cui si stava consumando un furto nei pressi di un negozio discount a Middlesbrough, in Inghilterra.
                    Le immagini mostravano Tammy McIvor, all'epoca trentenne, mentre usciva di corsa da un negozio Savers con una borsa di Sports Direct contenente merce rubata per un valore di circa 60 sterline. Nelle fotografie si vedeva anche un dipendente del negozio che la inseguiva per strada.
                    Le immagini sarebbero probabilmente passate inosservate se non fosse stato per Peter Darby, un tecnico informatico che stava esplorando Google Street View per dare un'occhiata ai luoghi vicini alla sua ex università. Scorrendo le immagini della strada, notò una sequenza insolita: una donna che scappava dal negozio seguita da un uomo che sembrava inseguirla.
                    Darby avvisò il negozio, che esaminò le immagini più attentamente. Il personale riuscì a identificare la McIvor grazie all'abbigliamento, tra cui la maglietta bianca che indossava al momento dell'accaduto. Quando la polizia la arrestò in seguito, stava indossando gli stessi vestiti.
                    La McIvor si dichiarò in seguito colpevole di furto davanti alla Teesside Magistrates' Court. Le fu comminato un ordine di servizio alla comunità della durata di dodici mesi, che includeva un programma di disintossicazione. Nel corso del procedimento giudiziario emerse anche una lunga storia di dipendenze e precedenti per reati analoghi.

                    Punteggio finale: 3 punti

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                      #11 Il veterano dell’esercito Leslie Todd Parvin

                      Nel luglio 2010, due uomini furono uccisi durante una riunione nella contea di Richland, nel South Carolina.
                      Le vittime furono identificate come Edgar Lopez e Pablo Gutierrez-Guzman. I testimoni riferirono agli investigatori che poco prima dell'attacco era scoppiata una lite e indicarono in Leslie Todd Parvin, un veterano dell'esercito, il principale sospettato.
                      Dopo aver fatto uso dell'arma da fuoco, Parvin sparì. I testimoni riferirono che era a bordo di un minivan Kia verde, e uno di loro riuscì a fornire agli investigatori una parte del numero di targa del veicolo.
                      I detective cominciarono a risalire ai registri dei veicoli collegati a quella targa parziale. Nel corso delle ricerche trovarono un indirizzo ritenuto associato a Parvin. Prima di inviare gli agenti sul posto, gli investigatori controllarono la proprietà tramite le immagini satellitari di Google Maps.
                      Nel vialetto d'accesso videro un minivan verde corrispondente alla descrizione fornita dai testimoni.
                      L'immagine confermava che il veicolo collegato al sospettato si trovava presso quella proprietà, aiutando gli investigatori a concentrare le ricerche. Le autorità intervennero poco dopo e Parvin fu arrestato nell'agosto 2010.
                      Fu in seguito incriminato in relazione all'omicidio di Lopez e Gutierrez-Guzman.
                      In questo caso Google Maps non immortalò il crimine in sé. Le immagini satellitari servirono piuttosto a confermare la presenza di un veicolo chiave collegato al sospettato, restringendo l'area in cui la polizia lo trovò infine.

                      Punteggio finale: 3 punti

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                        #12 I rapinatori di case in Oklahoma

                        Nel luglio 2011, una donna di Oklahoma City tornò a casa per trovare due uomini armati all'interno. Secondo le cronache locali, i due la tennero sotto la minaccia di un'arma per più di un'ora mentre perquisivano la proprietà e rubavano oggetti prima di andarsene.
                        Nonostante diversi indizi lasciati sulla scena, gli investigatori non riuscirono a identificare i sospettati sul momento.
                        Nel 2014, un'amica della vittima stava esplorando il quartiere su Google Maps quando notò qualcosa di insolito in un'immagine Street View scattata all'epoca della rapina.
                        La foto mostrava due uomini che camminavano proprio davanti alla casa della vittima. I loro volti erano oscurati dai filtri privacy di Google, ma i loro indumenti corrispondevano alla descrizione fornita dalla vittima alla polizia.
                        L'amica inviò l'immagine alla vittima, che ritenne immediatamente che gli uomini nella foto fossero le stesse persone che l'avevano rapinata. L'immagine Street View era stata catturata nello stesso mese in cui si era verificato il crimine, il che suggeriva che l'auto di Google fosse passata davanti alla proprietà quasi nell'esatto momento in cui i sospettati si trovavano fuori.
                        La scoperta fornì agli investigatori il primo nuovo indizio sul caso dopo anni di stallo. La vittima disse di sperare che qualcuno potesse riconoscere i sospettati dall'immagine e contattare la polizia.

                        Punteggio finale: 3 punti

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                          #13 Il ladro di biciclette di Oxford

                          Nel 2022, la polizia di Oxford, in Inghilterra, scoprì uno dei più grandi depositi sospetti di biciclette rubate mai rinvenuti nella zona. Più di 500 biciclette furono recuperate nel cortile di una proprietà a Littlemore, un sobborgo a sud della città.
                          L'accumulo era diventato così imponente da essere chiaramente visibile dall'alto. Le immagini satellitari su Google Earth mostravano un'enorme catasta di biciclette che riempiva il giardino sul retro della casa, qualcosa che i vicini dissero essersi accumulato nel corso degli anni.
                          A seguito di un'indagine e di numerose segnalazioni da parte dei residenti, la Thames Valley Police eseguì un mandato di perquisizione all'indirizzo.
                          Gli agenti recuperarono centinaia di biciclette ritenute rubate e arrestarono un uomo di Oxford di 54 anni con l'accusa di ricettazione e possesso di beni di provenienza illecita. Il suo nome non fu reso noto.
                          Le autorità si trovarono quindi di fronte al difficile compito di identificare i legittimi proprietari delle biciclette, molte delle quali erano probabilmente state rubate nel corso di diversi anni. La polizia dichiarò di stare esaminando i beni recuperati per abbinare le biciclette alle denunce di furto.

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                            #14 Il coltivatore di marijuana Curtis Croft

                            La polizia dell'Oregon meridionale afferma che una vista dallo spazio li aiutò a individuare una coltivazione di marijuana a uso medico che aveva silenziosamente triplicato il limite legale consentito.
                            Dopo aver ricevuto una soffiata secondo cui Curtis W. Croft, 50 anni, si vantava delle sue piante, gli investigatori del Rogue Area Drug Enforcement team aprirono Google Earth e inquadrarono la sua proprietà rurale nella contea di Josephine, dove videro ordinate file di cannabis nel giardino all'aperto.
                            Le immagini di Google, catturate nel giugno 2013, mostravano un numero di piante ben superiore alle 30 mature che Croft era autorizzato a coltivare in qualità di fornitore registrato di marijuana medica per cinque pazienti. Gli agenti fecero quindi sorvolare la proprietà con un aereo e consultarono il registro dell'Oregon per verificare i numeri.
                            Quando fecero irruzione nella proprietà a settembre, contarono 94 piante e sequestrarono l'intera coltivazione.
                            Croft fu rinviato a giudizio presso il Josephine County Circuit Court con accuse che includevano produzione e vendita illegale di marijuana e fu rimesso in libertà in attesa del procedimento; i documenti pubblici non riportano l'esito finale del processo.
                            Fu uno dei primi esempi di utilizzo da parte della polizia di immagini satellitari liberamente accessibili per individuare coltivazioni di cannabis, sulla scia di un caso svizzero del 2008 in cui degli agenti che usavano Google Earth per localizzare le proprietà di due sospettati si imbatterono per caso in un campo di marijuana di circa un ettaro nascosto all'interno di un campo di mais, portando a diversi arresti e a ingenti sequestri.

                            Punteggio finale: 1 punto

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                              #15 Gli spacciatori di Brooklyn

                              Nel 2010, la polizia smantellò una rete di spaccio di eroina operante nell'East Williamsburg di Brooklyn, dopo mesi di segnalazioni da parte dei residenti riguardo a vendite di droga all'aperto nei pressi di Jackson Street e Kingsland Avenue.
                              Le indagini furono condotte dall'NYPD e dall'Ufficio del Procuratore Speciale per gli Stupefacenti. Agenti in borghese si spacciarono per acquirenti e condussero più di 20 acquisti controllati di sostanze nell'ambito dell'operazione.
                              Le dosi venivano di solito vendute in bustine di cellophane da 10 dollari contrassegnate da nomi commerciali come "FedEx", "KFC" e "Powerful Impact".
                              Nel corso delle indagini, le autorità notarono che le immagini di Google Street View dell'incrocio mostravano diversi sospettati in piedi davanti allo stesso minimarket dove avvenivano regolarmente le vendite di droga.
                              Le immagini ritraevano Shaundell Dade, Jamel Pringle e Jonathan Paulino riuniti all'angolo che gli investigatori già ritenevano essere un punto di spaccio.
                              Nel novembre 2010, la polizia arrestò sette membri della rete e li incriminò per molteplici capi d'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.
                              Le autorità scoprirono anche il metodo con cui gli spacciatori nascondevano la merce nelle vicinanze: le dosi erano custodite all'interno di una cassetta magnetica celata dietro l'insegna metallica del Neighborhood Grocery.

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                                Keblogger: Francesca Proietti

                                Curiosa per natura, ama esplorare il lato più sorprendente di animali, viaggi, fotografia e creatività, trasformando ogni scoperta in un racconto visivo fresco e coinvolgente.

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