in ,

Genitori condividono gli assurdi ed esilaranti motivi per cui i loro bambini piangono (99 foto)

Segui Keblog su Facebook:

I bambini sono creature adorabili e difficili allo stesso tempo. Una delle capacità che hanno i bambini è quella di piangere per i motivi più assurdi immaginabili. Ma perché i bambini piangono? Un bambino può piangere non solo quando deve mangiare le verdure o andare a letto, ma anche se, ad esempio, scopre la sua mamma ha un nome (e non è “mamma”), oppure se qualcuno ha mangiato i suoi muffin (e quel qualcuno è lui stesso).

C’è un sito, che si chiama “Reasons My Son Is Crying”, che raccoglie i più esilaranti e assurdi motivi per cui i bambini piangono. Greg Pembroke, ideatore dell’iniziativa, documenta tutti i piccoli e apparentemente insignificanti eventi che fanno scattare la molla delle lacrime e delle grida, grazie alle foto divertenti inviate dai genitori dei bambini stessi. Pembroke ha persino realizzato un libro fotografico sui motivi più folli e divertenti per cui i bambini piangono, e si può acquistare su Amazon.

Quindi, se per caso il tuo piccolo piange perché giri l’angolo della stanza e crede che tu sia stata inghiottita da un buco nero, sappi che non sei sola. Se vuoi aggiungere un tuo esempio del perché i bambini piangono, basta caricare una foto nell’articolo (trovi il pulsante in fondo), e ricorda che la classifica la decidete voi mettendo i “mi piace” sotto le vostre preferite!

Altre info: Amazon


Un bel pianto può far bene a tutti di tanto in tanto, perché ci libera da stress e ansia, e a volte può essere addirittura esilarante. I motivi per cui i bambini piangono possono essere molteplici, e capirli può aiutare a trovare una soluzione efficace e definitiva.

Perché i bambini piangono? Prima di tutto è bene ricordare che il pianto è forse il primo mezzo di comunicazione usato da un essere umano. Piangere è normale, soprattutto per i bambini piccoli perché è la loro prima e più efficace forma di comunicazione.

I bambini di 1-3 anni possono avere frequenti scoppi d’ira e di lacrime, solitamente innescati da stanchezza, frustrazione, imbarazzo o confusione mentale. Bambini più grandi possono piangere a causa di sentimenti feriti, traumi fisici o per la perdita di qualcosa di speciale.

Perciò, tornando alla domanda sul perché i bambini piangono, vediamo quali possono essere i motivi più comuni suggeriti dagli esperti.

Uno dei motivi più comuni per cui i bambini più piccoli piangono è la fame. Se l’ora della pappa si avvicina e tuo figlio piange, ci sono ottime probabilità che il motivo sia quello. Tieni presente che, crescendo, le necessità nutritive del piccolo possono cambiare, e così anche gli orari. Quindi non aver paura di cambiare orari e quantità di cibo, se necessario.

Un altro motivo per cui i bambini piangono è il dolore e il disagio. Soprattutto per i bambini piccoli, che non possono comunicare verbalmente la causa del loro disagio, questi motivi possono includere mal di stomaco, aria nella pancia, mal d’orecchi o persino caldo o freddo, per citare alcune delle cause di pianto più comuni.

La seconda causa di pianto, dopo la fame, tra i bambini più piccoli è la stanchezza. Questi tipi di crisi si possono manifestare i diversi momenti della giornata, a seconda delle attività svolte dal bambino, oppure prima di andare a letto.

Altre cause di pianto nei bambini possono essere un bisogno di attenzione, la sovrastimolazione, lo stress e la frustrazione, ma questi possono essere diversi a seconda della situazione.

Come convincere un bambino a smettere di piangere? Ferma restando l’importanza del pianto nel bambino come forma di comunicazione e, a volte, anche di sfogo, la prima cosa da fare per incoraggiarlo a smettere è capire la causa del pianto. Una volta trovato il motivo che ha originato la crisi del piccolo, allora si potranno tentare soluzioni efficaci, sempre mantenendo la calma, prestando attenzione al linguaggio ed evitando espressioni del tipo “Piangi sempre” o “Smettila”.

Naturalmente, possono esserci occasioni in cui il pianto del bambino ha caratteristiche che dovrebbe portarci a consultare un medico, ad esempio quando il pianto è inspiegabile, frequente o prolungato, quando è accompagnato da un certo comportamento (dondolarsi, agitarsi, ecc.), se c’è una storia di ritardo nello sviluppo, oppure quando il pianto persistente è accompagnato da febbre o altri sintomi di malattia.

#4 Non vuole andare (anche se gli abbiamo ripetutamente detto che non stiamo andando da nessuna parte)

#7 Gli ho detto che non poteva portare con lui il suo assorbente interno per andare a fare la spesa

#53 Non riusciva ad entrare dalla porticina del cane (notare la porta aperta proprio accanto a lei)

#57 Non poteva tenersi alla ringhiera e portare i suoi cereali con la stessa mano allo stesso tempo

#60 Ho detto a mio figlio di 5 anni che il costume da aragosta (18-24M) poteva essere troppo piccolo per lui

#74 L’involucro aveva un sapore strano (non aveva idea di cosa fosse il cioccolato)

#85 Ho buttato via la gomma che stava masticando … che aveva trovato accanto a un bidone della spazzatura di un negozio di abbigliamento

#98 Non gli avevo permesso di usare lo spazzolino da denti che aveva appena fatto cadere nel water

Aggiungi la tua immagine

Immagine Video Embed

This field is required

Trascina qui le immagini

You don't have javascript enabled. Media upload is not possible.

Immagine da URL

Dimensione massima file: 8 MB.

Processing...

This field is required

Drop Video Here

You don't have javascript enabled. Media upload is not possible.

esempio: https://www.youtube.com/watch?v=WwoKkq685Hk

Aggiungi

Some of the supported services:

Dimensione massima file: 10 MB.

Processing...

This field is required

esempio: https://www.youtube.com/watch?v=WwoKkq685Hk

Some of the supported services:

Processing...

Se ti piacciono i nostri articoli, segui Keblog su Google News!

What do you think?

Keblogger: Francesca Proietti

Appassionata di animali, fotografia, artigianato e viaggi, nonché keblogger sfegatata!

Ora Tocca a Te, Commenta!

Lascia un commento