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Il potere terapeutico di cani e gatti è noto da anni. Non è una novità il fatto che gli animali domestici siano non solo i nostri amici e compagni di tutti i giorni, ma anche uno straordinario aiuto psicologico. Cani e gatti hanno la capacità di alleviare depressione, l’ansia, solitudine, di migliorare l’umore e persino di ridurre l’ipertensione. Ma c’è un altro aspetto della capacità dei nostri amici pelosi di migliorare le nostre vite: la loro capacità di aiutare i detenuti nelle prigioni.

Altre info: Facebook | purrfectpals.org

Questa prigione accoglie gatti abbandonati e stanno trasformando i detenuti

Nel 2015, la Animal Protection League nello stato dell’Indiana ha avviato un meraviglioso programma nel carcere del Pendleton Correctional Facility, questo programma si chiama F.O.R.W.A.R.D.

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L’idea alla base di questa iniziativa è quella di prendere i gatti abbandonati e senza tetto ed inserirli nella struttura correttiva in modo che i detenuti possano prendersi cura di loro. Il programma si è rivelato subito utile sia per i gatti, solitamente provenienti dai rifugi per animali, che per i detenuti.

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Molti gatti che finiscono nei gattili hanno spesso alle spalle una lunga storia di abusi e maltrattamenti, che li hanno resi diffidenti e incapaci di socializzare serenamente con gli umani.

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Questi gatti non hanno fiducia nelle persone e hanno meno possibilità di essere adottati. Ciò di cui hanno bisogno è un’attenzione costate e paziente prima che possano trovare una casa fissa, e questo programma glielo fornisce.

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Simili programmi che prevedono la partecipazione di animali sono diffusi nelle carceri statunitensi. Uno di questi è stato avviato nel Monroe Correctional Complex-Special Offender Unit da un’organizzazione chiamata Purrfect Pals.

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I gatti vengono presi in cura dai detenuti che li nutrono e si prendono cura ti loro, e gli animali diventano più sociali e fiduciosi nei confronti degli umani.

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Ma i gatti non sono i soli a beneficiare del programma. I detenuti ricevono una straordinaria opportunità per imparare a prendersi cura di una creatura e ad assumersene la responsabilità.

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“Alcuni detenuti mi hanno confessato che era la prima volta che si prendevano cura di qualcuno, di amare qualcuno”, ha detto Maleah Stringer, direttrice del carcere.

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“I detenuti imparano il concetto di responsabilità, ad interagire in un gruppo usando metodi non violenti per risolvere i problemi e ricevono l’amore incondizionato di un animale domestico, qualcosa che molti di questi detenuti non hanno mai conosciuto”, si legge sul sito web del carcere.

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Il programma si è dimostrato molto efficace.

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“Il programma MCKC ha ridotto l’ozio dei detenuti, ha insegnato loro cosa sia la responsabilità e ha aumentato la loro autostima. Dall’inizio del programma, i detenuti si sono iscritti a corsi scolastici, hanno iniziato dei lavori, obbediscono alle regole di convivenza e hanno migliorato la loro igiene per poter partecipare all’iniziativa. La presenza di animali ha portato serenità e ha rafforzato lo spirito di gruppo”, scrive Purrfect Pals sul loro sito web.

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Ma sui social media in molti hanno espresso dubbi sull’opportunità di consentire alle persone condannate per crimini atroci di tenere i gatti nelle loro celle. In molti hanno detto che non ci si dovrebbe fidare di loro.

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Tu che ne pensi? Credi che sia un’iniziativa utile sia ai detenuti che ai gatti? Oppure che i gatti possano trovarsi in pericolo? Diccelo nei commenti.

Altrove sul Web

  1. E’ una magnifica iniziativa. Cat Power. L’unica cosa è salvaguardare l’incolumità degli animali. Spero che lo facciano.

  2. Iniziativa molto bella, sicuramente positiva per i detenuti, l’importante é che i micetti siano al sicuro e che non nessuno gli faccia del male. L’amore per un animale ti cambia

  3. Ottima iniziativa ovvio che i detenuti non siano dei sadici verso gli animali ma questo si dovrebbe sapere a priori.

  4. Assolutamente positiva!!! Sia per i gatti ke per i detenuti !!! Con questa esperienza saranno e impareranno ad essere persone migliori!!! E i gatti avranno il calore umano!!! Dovrebbero farlo in ogni stato anke in Italia !

  5. Wow, e un ottimo proggetto, che rende “umani” gli “animali” :-)
    Attenzione alla società pero che al di fuori della priggione l’umomo non ha mai conosciuto l’affetto…come mai?

  6. È una bellissima iniziativa. Un po’ rischiosa per i mici, perché psicopatici e sociopatici (presenti con una certa frequenza nelle carceri) non sono soggetti empatici, spesso sono scissi e non provano rimorsi rispetto alle loro azioni….

    • Utilissimo sarebbe introdurre nelle carceri una valutazione DMM, che consente di distinguere, anche a parità di sintomatologia (e di tipologia di delitti) coloro che sono “scissi” (ovvero coloro le cui azioni hanno portato alla carcerazione non fanno parte del repertorio approvato dalla persona, che tiene in genere in controllo molto grande e non riconosce i propri stati affettivi negativi), da coloro che usano le loro emozioni come unico elemento predittivo, e non provano rimorso. Ai primi giova sicuramente il contatto con gli animali, che anche non dovrebbero correre rischi, e gioverebbe terapia diversa dalla cognitivo comportamentale basata sul controllo emozionale. Sui secondi andrei più cauta. Ma non so se i secondi si offrirebbero per prendersi cura di animali in difficoltà.

  7. L’avevo proposta per la casa circondariale di Torre del gallo, dove già entrano i cani. Hanno ampi spazi esterni e interni dove potrebbe vivere un’ampia comunità felina. Mi è stato risposto che è vietato perché i detenuti potrebbero essere allergici. Inutile replicare, anche se io ho cani e gatti, sono allergica ai cani e non ai gatti, e l’allergia non mi impedisce di passare la maggior parte del mio tempo a stretto contatto con loro.

Che ne pensi?

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