Edgar Allan Poe e le sue strisce di carta (13/23)

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Strane abitudini di famosi artisti, scrittori e personaggi famosi

Certo, gli autori dell’800 non disponevano degli strumenti di scrittura rapida che abbiamo oggi, e la scrittura a mano costituiva spesso la scelta più efficiente. Ma Edgar Allan Poe si spinse oltre. Il celebre autore scriveva le sue opere su strisce di carta continue, larghe circa 10 cm, che venivano poi unite insieme con la ceralacca per formare un’unica opera. Questa sua bizzarra abitudine metteva certamente in difficoltà i suoi editori. I racconti di Poe non sono per i deboli di cuore, erano così cruenti e morbosi che molti dei suoi contemporanei li trovarono quasi illeggibili. Fu solo dopo la sua morte che il lavoro di Poe fu riconosciuto per il suo valore letterario. Un’altra cosa: il gatto di Poe, Catterina, aveva un ruolo importante nel suo processo creativo. Poe lo chiamava il suo “guardiano letterario”.

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