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Se anche voi da bambini avete sognato leggendo le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, non potrete che essere grati al leggendario Mark Twain, per averle narrate. Grazie ai suoi libri tantissimi ragazzi hanno sviluppato la voglia di girovagare e in molti si sono trovati a dover affrontare, seppure virtualmente, la natura brutale di quei tempi. Di fronte alla violenza, all’alcolismo ed al razzismo le nostre comode vite sono apparse in un attimo sotto un’altra luce.

Foto Mark Twain Gatti

Mark Twain, il cui vero nome era Samuel Langhorne Clemens, ebbe una vita caotica tanto quella dei suoi personaggi più famosi. Nato poco dopo la comparsa della cometa di Halley (30 novembre 1835), morì prontamente il giorno dopo il ritorno della cometa, il 21 aprile 1910. Un anno prima lo scrittore aveva affermato che “Sono arrivato con la cometa di Halley nel 1835. Tornerà di nuovo l’anno prossimo e mi aspetto di andarmene con lei”. È stato elogiato come “il più grande umorista che questo paese abbia prodotto” e definito “il padre della letteratura americana”.

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Una cosa forse meno nota di Twain è stato il suo amore per i gatti, rispettati da lui molto più delle persone. “Se l’uomo potesse essere incrociato con il gatto”, scrisse una volta, “migliorerebbe l’uomo, ma peggiorerebbe il gatto”.

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Durante la sua vita arrivò ad avere fino a 19 gatti, a cui diede nomi fantasiosi come Apollinare, Belzebù, Blatherskite, Bufalo, Satana, Peccato, Poltiglia amara, Tammany, Zoroastro, Sal soia, Pestilenza e Bambino.

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I gatti, non a caso, fanno la loro comparsa anche in alcuni dei suoi lavori più noti. Nelle avventure di Tom Sawyer per esempio, la storia di un gatto di nome Peter è in realtà una storia vera dell’infanzia di Twain. Nel libro intitolato Concerning Cats: Two Tales di Mark Twain, che uscì molto dopo la sua morte nel 1910, Twain raccontò due storie sui gatti che usava di solito leggere alle sue figlie per aiutarle ad addormentarsi.

Foto Mark Twain Gatti

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Si dice che Twain non potesse vivere senza i suoi gatti, tanto da doverli “noleggiare” durate le vacanze. Secondo un articolo del New England Today, in un viaggio a Dublino, nel New Hampshire nel 1906, lo scrittore prese in affidamento temporaneo tre gatti, a cui diede il nome di Sackcloth e Cenere agli altri due identici. Il biografo Albert Bigelow Paine disse che “non voleva possederli, ha preferito affittarli e pagarli a sufficienza per assicurare le loro successive cure”.

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La rivista Smithsonian afferma che il gatto più amato da Twain è stato Bambino, in origine di sua figlia Clara. Dopo che Bambino scomparse, Twain scrisse un annuncio su un giornale locale, offrendo una ricompensa, con la seguente descrizione: “Grande e intensamente nero; pelliccia spessa e vellutata; ha una macchia di peli bianchi sul petto; non facile da trovare alla luce ordinaria”.

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