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Un po’ di tempo fa, un artista spagnolo di nome Pejac ha condiviso su Facebook un semplice disegno su una finestra, come tributo al leggendario funambolo francese Philippe Petit. Il disegno era stato eseguito con colori acrilici su di una finestra di vetro per commemorare il 40° anniversario della camminata di Petit tra le Torri Gemelle del World Trade Center a New York City. Questa semplice idea, catturata dalla fotocamera della sua amica Silvia Guinovart Pujol, mostra il rischio e la fragilità dell’arte del funambolismo, ed è un perfetto esempio dello stile dell’artista spagnolo: semplice, minimalista e comunque efficace.

Ma questo non era il primo lavoro del genere dell’artista. Nel 2011, quando viveva a Valencia, circondato da videocamere di sorveglianza a circuito chiuso e senza tende che proteggessero la sua privacy, Pejac cominciò a sperimentare con lavori utilizzando carta e colori acrilici sulle finestre. Sentendosi esposto e intrappolato all’interno della sua casa, cominciò a creare queste opere. Era il suo modo di combattere questa mancanza di privacy. Usando la vista eterna della sua casa come sfondo per questi dipinti in miniatura, ha creato delle piccole opere di arte urbana nella privacy del suo soggiorno.

Nel corso degli ultimi due anni, Pejac ha ricevuto riconoscimenti per le sue opere semplici e intelligenti, sia nel campo della street art che in quello delle gallerie. Utilizzando pennelli, matite, vernice acrilica e carta vetrata, crea opere che si fondono con il mondo circostante, utilizzando proprio quest’ultimo come parta integrante delle opere.


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