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I vincitori dei Sony World Photography Awards 2019 sono stati annunciati e premiati in una cerimonia a Londra. Le immagini vincitrici, che hanno primeggiato per eccellenza tecnica e creatività, sono state selezionate tra oltre 300.000 fotografie presentate al concorso.

Dieci fotografi hanno ottenuto il primo posto in diverse categorie, dallo sport alla ritrattistica, ma il premio di fotografo dell’anno (Photographer of the Year), il titolo più prestigioso del concorso, è stato assegnato all’italiano Federico Borella, per la serie “Five Degrees” insieme ad un bonus di 25.000 $.

Il fotoreporter del premio dice: “Questo premio è una delle cose più importanti per la mia carriera e la mia vita. Questo tipo di visibilità è sorprendente perché consente a me e al mio lavoro di raggiungere un pubblico globale. È un “biglietto d’oro” che capita una volta nella vita. Sento un’enorme responsabilità perché sono stato in grado di testimoniare e registrare questa situazione come fotoreporter. Questo premio è la prova per i miei soggetti che possono fidarsi di me e per la mia professione è fondamentale”.

Altre info: World Photography Organisation | Facebook | Instagram

“Photographer of the Year”: Federico Borella, Italia

Vincitori Sony World Photography Awards 2019

Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

India, Tamil Nadu, maggio 2018. Nella foto si può vedere il teschio di un contadino che si è suicidato, tenuto in mano dal signor Premkumar, un membro della South Indian Farmers Association. Questo cranio è stato utilizzato anche durante una protesta a Delhi nel 2017, dove gli agricoltori chiedevano aiuti a causa della siccità e l’esenzione dal prestito per i contadini dello stato. Gli agricoltori si indebitano per investire nella produzione, nelle attività legate all’agricoltura, nella manutenzione dei macchinari e per rimborsare i prestiti precedenti. Nonostante questi sforzi, i raccolti danneggiati da condizioni climatiche avverse, fattori economici e una gestione idrica insufficiente portano a un fallimento nel rimborso del debito. Così, un lento malessere si insinua nella mente di questi uomini e cresce a causa della vergogna che provano nei confronti della loro famiglia e della società. Uno studio dell’Università di Berkeley ha trovato una correlazione tra il cambiamento climatico e il suicidio tra gli agricoltori indiani. Si stima che 59.300 suicidi di agricoltori negli ultimi 30 anni siano attribuibili ai cambiamenti climatici. Secondo gli esperti, le temperature in India potrebbero aumentare di altri 5° F entro il 2050. Senza un intervento governativo mirato, il riscaldamento globale porterà ad un numero maggiore di suicidi in tutta l’India.

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 Serie “Five Degrees” di Federico Borella, Sony World Photography Awards 2019

Open Photographer of the Year: Christy Lee Rogers, Stati Uniti d’America

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Harmony” di Christy Lee Rogers, Sony World Photography Awards 2019

“Scattata sott’acqua alle Hawaii, questa immagine è parte della mia collezione Muses. Guardare dentro la superficie di una piscina e usarla come una tela, ha funzionato. Ho utilizzato effetti naturali come la rifrazione della luce con il movimento per piegare la realtà”.

Youth Photographer of the Year: Zelle Westfall, Stati Uniti d’America

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Abuot” di Zelle Westfall, Sony World Photography Awards 2019

“Nella società di oggi, con prodotti sbiancanti per la pelle che invadono i media, è importante sottolineare la bellezza delle donne dalla pelle scura a cui spesso viene detto che sono “troppo scure”.

Student Photographer of the Year: Sergi Villanueva, Spagna

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “La Terreta” di Sergi Villanueva, Sony World Photography Awards 2019

“Nel mio dialetto, il valenciano, c’è una parola che descrive l’orgoglio per la terra a cui appartengo: La Terreta. Una sensazione che ci circonda tutti, far parte di La Terreta è amare le nostre radici, la ricchezza della nostra terra, la nostra cultura, la nostra gente, la nostra identità. Ogni volta che vado a La Terreta c’è un segnale che vedo sulla strada che mi accoglie a casa: gli aranceti. Questo è il motivo per cui in questa serie mi sono concentrato sulla vita quotidiana intorno agli alberi di arancio. Dai contadini che piantano e si prendono cura degli alberi per raccogliere i frutti, alle donne che scelgono le arance che finiranno in tutto il mondo. L’arancio è l’essenza della mia terra, mantiene il sentimento di appartenenza e lascia la porta aperta alle generazioni future, diffondendo un messaggio sul valore di prendersi cura di ciò che la natura ci offre come parte della nostra identità”.

Primo classificato categoria “Architecture”: Stephan Zirwes, Germania

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “cut outs – lanes” di Stephan Zirwes, Sony World Photography Awards 2019

“In Germania, le piscine sono pubbliche. Fanno parte della vita sociale e culturale, aperte a tutti i tipi di classi sociali, luoghi dove le persone trascorrono molto tempo, specialmente durante l’infanzia e che lasciano ricordi piacevoli. Tutti possono permettersi l’ingresso. La serie è stata scattata da un drone, nell’estate 2018 ad un’altezza di pochi metri”.

Primo classificato categoria “Creative”: Marinka Masséus, Paesi Bassi

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Chosen (not) to be” di Marinka Masséus, Sony World Photography Awards 2019

“Questa serie fa parte del progetto Radical Beauty, un progetto fotografico internazionale che mira a dare alle persone con sindrome di Down il loro giusto posto nelle arti visive. Le giovani donne con cui ho lavorato hanno condiviso la volontà di dimostarre a se stesse che potevano riuscire. Deve essere frustrante essere sottovalutati tutto il tempo. Con “Chosen (not) to be” rifletto sulla loro realtà, le barriere che devono affrontare, il rifiuto della società di vedere le proprie capacità, l’invisibilità del proprio vero sé e quella di tradurre visivamente le proprie esperienze. Nei Paesi Bassi, le persone con sindrome di Down hanno raccolto le loro esperienze in un libro, chiamato Zwartboek (libro nero). Hanno offerto questo libro al governo come catalizzatore del cambiamento. Leggere la raccolta di storie in questo libro mi ha spezzato il cuore. C’è così tanta disinformazione. Questa disinformazione porta a idee sbagliate e nozioni preconcette ampiamente condivise che influiscono profondamente sulla vita delle persone con la sindrome di Down”.

Primo classificato categoria “Landscape”: Yan Wang Preston, Regno Unito

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “To the South of the Colourful Clouds” di Yan Wang Preston, Sony World Photography Awards 2019

“A sud delle nuvole colorate” (2017) descrive il paesaggio ultraterreno di “recupero dell’ecologia” nella zona di sviluppo di Haidong a Dali, nella provincia dello Yunnan, in Cina. Qui, una piccola area rurale viene urbanizzata in modo sistematico per creare “una città internazionale per il tempo libero e una città modello ecologica”. In tal modo, lo strato superficiale dell’intera area viene sostituito da un tipo di terreno rosso semi-artificiale, che costituisce la base per diverse piante, per la maggior parte non indigene, tra cui migliaia di alberi maturi. Nel frattempo, la rete di plastica verde viene utilizzata per coprire tutto ciò che non è attraente per gli occhi, dai rifiuti di costruzione alle cave dismesse. La città è passat da un obiettivo “ecologico” ad uno meramente estetico. Le immagini fanno parte di un progetto di otto anni “Forest” (2010-2017), per il quale il fotografo indaga la politica di ricreare foreste e ambienti “naturali” nelle nuove città cinesi.

Primo classificato categoria “Natural World & Wildlife”: Jasper Doest, Paesi Bassi

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Meet Bob” di Jasper Doest, Sony World Photography Awards 2019

Bob è un fenicottero caraibico, dall’isola olandese di Curaçao. La sua vita ha preso una piega drammatica quando è volato contro una finestra di un hotel, rimanendo gravemente ferito. È stato curato da Odette Doest, una veterinaria locale che gestisce anche un centro di riabilitazione della fauna selvatica e un ente benefico per la conservazione: il Fundashon Dier en Onderwijs Cariben (FDOC). Le disabilità esistenti significavano che Bob non poteva essere rilasciato, così è diventato ambasciatore per l’FDOC, che educa la popolazione locale sull’importanza di proteggere la fauna selvatica dell’isola. Bob attraversa il corridoio, oltre il bagno, torna nella sua stanza. Durante la riabilitazione, DVM Odette Doest ha scoperto che Bob si era abituato agli esseri umani e quindi non poteva essere reintrodotto in natura. Così ora passa il tempo a casa sua, dove condivide una stanza con gli altri uccelli salvati.

Primo classificato categoria “Sport”: Alessandro Grassani, Italia

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Boxing Against Violence: The Female Boxers Of Goma” di Alessandro Grassani, Sony World Photography Awards 2019

Repubblica Democratica del Congo. Goma. 28/05/2018. Blandini, 18 anni, è stata ritratta nel cantiere in cui ogni tanto passa le sue notti. Si allena anche nel cosiddetto Friendship Boxing Club. Blandini dice: “Viviamo sotto la minaccia di essere picchiate e violate dagli uomini, in una condizione generale di discriminazione. Sono stata cacciata dalla mia famiglia dal secondo marito di mia madre e mi sono ritrovata per strada. Per vivere faccio piccoli lavori nelle case della gente, anche se la mia più grande preoccupazione è il dovermi difendere. Ecco perché faccio il pugilato: prepararmi per la vita, diventare una campionessa e guadagnarmi da vivere. Mio marito mi ha lasciato quando è nato il mio secondo figlio, lasciandomi completamente indifesa. Una volta fui coperta di petrolio da un gruppo di uomini e accesa come una candela. Le cicatrici sul collo e sul braccio sono il ricordo di quella notte”.

Primo classificato categoria “Brief”: Rebecca Fertinel, Belgio

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Ubuntu – I Am Because We Are” di Rebecca Fertinel, Sony World Photography Awards 2019

Nell’agosto 2015 il fotografo è stato invitato a un matrimonio dalla sua amica Tracy. Qui è stato introdotto alla vita della comunità congolese in Belgio e al concetto di Bantu “Ubuntu”: diventi veramente umano solo quando sei connesso a tutto e tutti. Il concetto di Ubuntu sembra intrecciarsi con il desiderio di appartenere a un gruppo e mantenere un’identità di gruppo in un ambiente che cambia. “Mostrando l’atmosfera ma anche i momenti di silenzio in mezzo, ho cercato di catturare la sensazione di un evento che sembra una vera celebrazione, focalizzata sulla gioia e sul rituale e non sulla necessità di un luogo perfetto”.

Primo classificato categoria “Portraiture”: Álvaro Laiz, Spagna

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “The Edge” di Álvaro Laiz, Sony World Photography Awards 2019

Nella cultura Chukchi, passato, presente e futuro sono intimamente legati. Non sei solo tu: sei tuo padre, tuo nonno e il tuo bisnonno. Grazie alla ricerca sulla genetica delle popolazioni, ora siamo certi che i primi cacciatori di Chukchi hanno lasciato la loro impronta genetica in tutti i nativi americani quando si sono stabiliti per la prima volta in America. Dai Navajo ai Maya; dall’Alaska alla Terra del Fuoco. The Edge combina questa idea poetica ma potente di memoria condivisa e scienza attraverso l’analisi dei dati sulla genetica delle popolazioni per ogni partecipante. Un viaggio visivo in cui passato e futuro si combinano, esplorando un periodo della nostra storia pieno di domande senza risposta e sviluppandone di nuovi sulla nostra comprensione degli attuali processi migratori in tutto il continente americano.

Primo classificato categoria “Discovery”: Valentina Piccinni, Italia

Vincitori Sony World Photography Awards 2019Foto di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, Sony World Photography Awards 2019

Una ragazza rifugiata siriana a Tarlabasi. Ha perso entrambi i suoi genitori durante la guerra ed è stata portata a Istanbul da alcuni amici di famiglia, che ora si prendono cura di lei. Il colore particolare dei suoi occhi secondo la sua famiglia adottiva è un dono di Dio.
“Güle Güle (addio in turco) è un progetto personale incentrato sulla città di Istanbul. Per documentare i profondi cambiamenti avvenuti nella città e nella società turca, siamo entrati in stretto contatto con le realtà che sono le forze trainanti e i risultati di questo cambiamento. Le fotografie derivano da molteplici relazioni, penetrando nella complessità della città e dei suoi microcosmi contrastanti. La gentrificazione, l’emarginazione delle classi più povere, l’aumento della discriminazione contro l’omosessualità, la massiccia migrazione dei rifugiati siriani e la questione della comunità curda sono solo alcune delle realtà nascoste dietro i soggetti ritratti. Pur seguendo un approccio documentario, abbiamo deciso di lasciare il contenuto informativo e didattico delle immagini sullo sfondo per favorire la loro immediatezza visiva e una narrativa aperta”.

Primo classificato categoria “Still Life”: Nicolas Gaspardel e Pauline Baert, Francia

Vincitori Sony World Photography Awards 2019 “Yuck – Suck my Balls” di Nicolas Gaspardel e Pauline Baert, Sony World Photography Awards 2019

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