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Chi ha detto che con l’arte non si mangia? 63 esempi di food art provano il contrario

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La food art è l’arte di preparare, cucinare e presentare il cibo nei modi più creativi, usando forme e colori degli alimenti per creare delle raffigurazioni. Secondo alcuni, l’idea di food art è emersa in seguito alla fusione di varie tradizioni culinarie, che ha creato spazi per utilizzare in maniera creativa i cibi.

In fondo, l’arte può utilizzare mezzi diversi, e sicuramente il più gustoso di tutti è il cibo (anche perché vorrei vedervi a sgranocchiare una scultura in bronzo). Come accade per le altre forme d’arte, anche nella food art gli artisti di tutto il mondo utilizzano i social media per farsi conoscere, mostrando le loro abilità e creando delle piccole opere d’arte che sono una delizia per gli occhi (e si spera anche per il palato).

Keblog ha raccolto per voi alcune tra le migliori opere di food art, e potete anche caricare le foto delle vostre creazioni! Date un’occhiata a questa classifica e ricordate che potete cambiarla o confermarla mettendo mi piace sotto le vostre preferite!


Diciamo la verità, tra i maggiori esponenti della food art ci sono mamme da tutto il mondo. Chiunque abbia dei bambini un po’ difficili nel mangiare, specialmente riguardo le verdure o il pesce (forse la maggior parte?), sa quanto sia importante preparare dei piatti visivamente divertenti e che suscitino l’interesse dei piccoli. Per loro, l’aspetto della pietanza costituisce parte del gusto!

Ecco allora che riuscire a trasformare degli spaghetti nella scena di un cartone, o delle verdure in simpatici personaggi o animali, può convincere anche il più difficile dei bambini a mangiare.

Ma perché sembra essere così importante realizzare delle composizioni divertenti e colorate con i cibi per convincere i bambini a mangiare? Non possono semplicemente avere quello che mangiamo noi?

In realtà pare di no, e il motivo sembra essere nella natura dei bambini. Alcuni ricercatori della Cornell University, tra cui Francesca Zampollo, ricercatrice di food art e fondatrice della International Food Design Society (IFDS), hanno mostrato a bambini e adulti 48 diverse combinazioni di cibo in piatto, chiedendo loro quali preferivano.

L’esperimento condotto dai ricercatori ha mostrato che i bambini sceglievano pietanze che avevano:

  1. 6 diversi colori o alimenti (gli adulti ne preferivano 3);
  2. la parte principale del pasto nella parte anteriore;
  3. qualche spazio vuoto (quindi un piatto non sovraffollato);
  4. cibo trasformato in forme e immagini.


I risultati dell’esperimento ci fanno capire che è possibile sostenere un’alimentazione sana utilizzando strategie appropriate all’età, e costituiscono le prove scientifiche che ai bambini non piacciono sempre le stesse cose che piacciono agli adulti. Inoltre, secondo alcuni, avere davanti cibi colorati stimola la produzione di serotonina, che aumenta il senso di buonumore e felicità.

Quindi la food art funziona davvero? Il fatto che i bambini siano maggiormente attratti da piatti contenenti cibi colorati e divertenti significa che tutti i genitori dovrebbero diventare esperti di food art? In realtà sono sufficienti piatti di food art semplici per destare interesse nel bambino.

La scrittrice Jess Thompson, esperta in food art, ammette che suo figlio non ci casca sempre, e che le sue opere d’arte commestibili a volte non raggiungono lo scopo. Però ha scoperto che, in fin dei conti, la food art funziona. Usando la creatività e delle piccole sorprese culinarie a misura di bambino, Jess ha notato dei cambiamenti nei gusti di suo figlio.

Questi cambiamenti sono aiutati anche dal divertimento che il bambino trae quando non mangia da solo il suo pranzo e dal gioco che scaturisce con gli amici, che magari condividono la stessa pietanza.

Molti food artist sono giapponesi. È loro, infatti, la tradizione del bentō, un vassoio contenitore con coperchio che deve contenere un pasto al sacco preparato in casa o all’aperto. Una variante del bentō è il kyaraben o charaben, che contiene versioni più elaborate dei cibi in modo da raffigurare personaggi dei cartoni o animali. In queste preparazioni, la fantasia e la creatività non hanno limiti.

Questo tipo di food art giapponese è nata per affrontare, in maniera divertente, il problema dei bambini piccoli schizzinosi, ma si è presto diffuso in tutto il mondo grazie anche ai social media.

Molto spesso, la food art non richiede molto tempo per la preparazione. Di solito gli ingredienti sono a portata di mano e tutto quello che serve sono dei semplici strumenti come tagliaverdure, stampi per il riso e qualsiasi altro gadget da cucina che puoi trovare in supermercato od online.

Certo, l’efficacia dei piatti di food art è direttamente proporzionale sia alla riuscita dell’illustrazione che all’effettiva bontà della pietanza, ma spesso basta veramente poco per creare un piatto visivamente accattivante e buono di sapore. Inoltre, è sempre importante usare ingredienti sani, e se sono necessari dei coloranti, che siano naturali.

Ma l’efficacia della food art per bambini non significa che tutti i genitori debbano necessariamente creare un capolavoro al giorno. Basta collezionare delle idee, come quelle in questa galleria (magari in versione semplificata), e tirarle fuori a rotazione, evitando la routine e mantenendo vivo l’interesse del bambino.

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            Keblogger: Anna Martini

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