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Una giovinezza interiore dalle radici “antiche” si manifesta in opere d’arte contemporanea

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Svegliarsi una mattina e rendersi conto che si hanno molte cose da dire, un desiderio enorme di esprimerle. Tutti i sogni messi nel cassetto irrompono e chiedono spazio. L’arte chiede spazio. La sua espressione diventa il modo più sano di affrontare un simile cambiamento, una giovinezza interiore dalle radici “antiche”. E si può ricominciare accettando che il tempo sia passato disegnando se stessi, e costruire così una relazione con il proprio sé e con il proprio corpo, e il travolgente bisogno di entrare in contatto con quel monologo e trovare quella voce creativa interiore per essere in grado di esprimerla, mai soddisfatto, instancabilmente fino all’ossessione.

L’ esistenza come un cammino è un insieme di tempi, alcuni sono carichi di felicità e si rammentano con piacere, altri sono amari ma sono proprio quelli che sopportano di accrescere una grande energia. La mia vita, prima marcata da un grande senso di inidoneità e di irrequietudine, mette un arresto alle aspirazioni artistiche, ritorna ad essa nel 2016 e si traduce in impulsi che via via incrociano la scelta, l’ostinazione, la creatività, l’arte.

#1 “Talamone dalle Querciolaie” – tempera su tela 30×40 cm

Questa mia opera è l’esempio di come percepire e vivere l’antica origine di questo territorio, percorrendo strade secondarie, sterrate a tratti asfaltate, e sentieri, che vi farà essere felice ammirando uno dei paesaggi più caratteristici e autentici della Toscana nel trionfo dei colori primaverili. Talamone dalle Querciolaie.

    #2 “Pini al lago di Paola” Sabaudia – olio su tela 18×24 cm

    Il pino è un'albero che ho sempre amato, vecchio patriarca secolare, sentinella della vita e della storia, resistente, indefesso, animato e “animoso”. Abbracciare il tronco di un albero... la sensazione che si prova è di abbracciare la vita intera e un senso di pace vi pervaderà.

      #5 “Lago di Fogliano” Latina – acrilico su cartone 16×22 cm

      È così che la natura può far godere i suoi frutti. L’uomo non può che assisterne, silenziosamente, come si sta di fronte un’opera d’arte, lasciando che parli la bellezza.

        #8 “Lo scrigno di Pandora” – acrilico su tela cm 50×60

        Una giovinezza interiore dalle radici “antiche” si manifesta in opere d'arte contemporanea

        La curiosità è tipica della donna che induce Pandora, bellissima regina Greca, ad aprire il vaso; si liberano da esso tutti i mali che fino ad allora erano sconosciuti sulla terra: malattie, dolori, violenze, sofferenze, guerre, invidie etc.
        Alla fine, a dimostrazione che nonostante la punizione Zeus amava gli uomini, dal vaso esce la soluzione a tutti i mali: la speranza.
        Si tratta della speranza attiva, della speranza che nasce dalla consapevolezza che dentro ciascuno di noi esistono tutte le risorse necessarie per affrontare con efficacia tutti i più grossi malanni e guai che il singolo individuo o l’umanità deve affrontare lungo il suo percorso di vita.
        Trattasi di una speranza che impegna e che produce necessariamente pensieri, emozioni ed azioni finalizzati a trovare la giusta soluzione ai problemi che ci stanno a cuore.

          #12 “Monte Circeo” – olio su Cartone 30×20 cm

          Monte Circeo. Sono sempre rimasto incantato da quello sperone di roccia dove la terra racconta al mare un ordinamento misterioso in cui dei, dio e le anime degli uomini si possono sfiorare.

            #13 “Affinità” – acrilico su cartone cm 70×50

            In questo mio lavoro descrivo il fondersi di felinità e femminilità. Le affinità sono espresse attraverso lo sguardo della ragazza, come il suo dolce animale, aguzzo e gelido, come saetta che insiste e sopprime, e la ragazza percepisce una trasfigurazione del suo ideale felino: forti legami e indipendenza, che non temono di esternare i propri sentimenti e non hanno bisogno di un capo.

              #14 “La fumatrice” Acrilico su cartone 40×50 cm

              Dalla slanciata forma di una sigaretta, lasciando che si consumi, nel suo dissolversi, nel portarsi via verso il cielo, il filamento di fumo esteriorizza un sogno di innalzamento, un’ansia di rinnovamento, di ripresa dopo le ceneri, con tutta la ritualità che il gesto implica.

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