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Il periodo delle festività di Natale è anche quello in cui molte persone fanno il presepe. Le case dei cristiani e le chiese sfoggiano le loro ricostruzioni della nascita di Gesù, in quella che a volte diventa una gara a chi realizza il più bello. Ma una chiesa metodista a Claremont ha messo in mostra sabato sera un presepe che raffigura Gesù, Maria e Giuseppe come dei richiedenti asilo all’interno di gabbie, fondendo una delle immagini più conosciute del periodo natalizio alle foto diventate simbolo delle politiche immigratorie dell’amministrazione Trump. Il presepe, che ha alimentato il dibattito sulla pagina Facebook della pastora di questa chiesa, mostra le classiche figure della Natività, Giuseppe e Maria, all’interno di gabbie ai lati del neonato Gesù, anch’egli in una gabbia, con tanto di telecamere di sorveglianza e filo spinato.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confine

Immagine: Karen Clark Ristine

Le reazioni delle persone sono state diverse. Alcuni credono che sia un ottimo modo per sensibilizzare l’opinione pubblica su un importante problema sociale. Altri pensano che sia sbagliato politicizzare Gesù e la sua famiglia, e che si tratti solo di un modo per attirare l’attenzione e attaccare Donald Trump.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

“In un certo senso, vediamo la Sacra Famiglia come una controfigura delle famiglie senza nome”, ha affermato la reverenda Karen Clark Ristine, pastora capo della Chiesa Metodista Unita di Claremont. “Conosciamo la loro difficile situazione, abbiamo visto come questi richiedenti asilo sono stati accolti e trattati. Volevamo che la Sacra Famiglia sostituisse quelle persone senza nome, perché anche loro erano rifugiati”.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

La reverenda Ristine, che è pastora della chiesa solo da luglio scorso, ha spiegato che questa parrocchia usa spesso il presepe per affrontare un problema sociale, come ad esempio la crisi dei senzatetto della California meridionale. All’interno della chiesa si trova un presepe più tradizionale, che mostra la Sacra Famiglia ad una congregazione di circa 300 persone.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

“Non la vediamo come una questione politica, ma teologica. Ricevo commenti da persone che non conosco”, ha detto Ristine. “La gente mi dice che questo presepe li ha commossi fino alle lacrime. Se ti stanno a cuore la Sacra Famiglia, le immagini della Sacra Famiglia e le immagini di un Presepe, e le vedi separate, allora questo susciterà compassione in molte persone”.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

L’amministrazione Trump ha subito molte critiche per le sue politiche sull’immigrazione, e la pratica di separare i bambini dalle loro famiglie nei campi di detenzione al confine meridionale degli USA ha suscitato una tale indignazione internazionale che ha spinto il presidente ad ordinarne la fine nell’estate del 2018.

Un presepe con Gesù, Giuseppe e Maria in gabbie separate come rifugiati al confineImmagine: ABC7

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