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Ti è mai capitato di vedere un piccolo e fitto gruppo di buchi e hai sentito un gelido senso di terrore entrarti dentro? Se la risposta è si, allora potresti essere affetto da una condizione particolare chiamata tripofobia.

Ti starai chiedendo di cosa si tratta esattamente, perché succede e cosa puoi fare al riguardo.

Una delle immagini ricorrenti per testare la tripofobia è quella di un baccello di fiore di loto

Tripofobia immagini

In breve, la tripofobia è la paura di (o l’avversione a, capiremo la distinzione più avanti) gruppi di piccoli fori o protuberanze. Se la tripofobia sia in effetti una “paura” è un tema tutt’ora dibattuto dagli esperti e non è quindi ancora considerata una malattia. Uno studio ha rilevato che l’11% degli uomini e il 18% delle donne hanno trovato l’immagine di una capsula di semi di loto fastidiosa e addirittura ripugnante.

Un altro classico: un alveare

Tripofobia immaginiImmagine: jon.se

Ma una cosa, perché possa essere definita una vera paura o fobia, deve scatenare una reazione nel sistema nervoso autonomo, come palpitazioni cardiache, sudorazione, aumento della respirazione o svenimento. In sostanza, dobbiamo trovarci in presenza di un disagio fisico, piuttosto che solo disgusto o repulsione, che deve manifestarsi in reazione alla fobia in questione.

Altre immagini per testare la tripofobia sono manipolate digitalmente

Tripofobia immaginiImmagine: lastofrabbits

Tripofobia, sintomi

Sebbene la tripofobia possa provocare alcune di queste reazioni, è tipicamente associata a sintomi molto più lievi come la pelle d’oca o una sensazione di disgusto.

Inoltre, le fobie devono anche persistere per più di sei mesi. La paura può essere fugace ma una fobia provoca reazioni che restano per un bel po’. Poiché ci sono dozzine, se non centinaia, di fobie documentate, esse sono divise in tre categorie: fobie specifiche, fobie sociali e agorafobia.

Le fobie specifiche implicano la paura di situazioni specifiche, come la paura delle altezze. Le fobie sociali causano un’ansia estrema in situazioni sociali o pubbliche. L’agorafobia implica la paura di trovarsi in un luogo aperto o in una situazione non familiare da cui potrebbe essere difficile o imbarazzante fuggire.

La tripofobia rientrerebbe nella categoria delle fobie specifiche ma poiché l’indagine medica non ha approfondito gli effetti della tripofobia sul corpo umano, alcuni scienziati sono riluttanti a chiamarla fobia, e piuttosto si riferiscono ad essa come “avversione” a piccoli buchi, piuttosto che “paura” di essi.

Goccioline di condensa su un bicchiere di birra fredda

Tripofobia immaginiImmagine: graceygrudle99

Un formaggio con i buchi

Tripofobia immaginiImmagine: tripophobia

Una conchiglia ricoperta di buchi

Tripofobia immagini

Anche la fragola può provocare repulsione

Tripofobia immaginiImmagine: diaaaaaanaaaaaaaa

Tripofobia, cause

Per quanto ne sanno gli scienziati, la maggior parte delle paure e fobie hanno uno scopo. Si tratta probabilmente di risposte evolutive programmate nel nostro cervello per garantire la nostra sopravvivenza. Prendi la paura dell’altezza, per esempio; senza di essa, gli umani potrebbero non percepire il pericolo oggettivo di trovarsi su bordi o pareti molto alte. Oppure prendi la paura di ragni e altri insetti; molti scienziati credono che questa fobia comune a molti aiuti a scoraggiare l’interazione con creature potenzialmente velenose.

Quindi, come potrebbe la paura dei fori raggruppati aiutarci a sopravvivere? Alcuni ritengono che la tripofobia potrebbe essere una “reazione riflessa” basata sulla “repulsione biologica”. Molti animali, in particolare i serpenti, le rane e gli insetti hanno la pelle o gli esoscheletri ricoperti da gruppi di piccoli punti.

Il rospo del Suriname, per esempio, dà alla luce ai suoi piccoli attraverso uno strato di pelle bucata sul dorso in cui le uova sono deposte e dove successivamente si schiudono, facendo uscire i piccoli rospi attraverso i buchi.

I video sul ciclo riproduttivo di questo rospo hanno fatto il giro di internet e questo animale ha persino conquistato il soprannome di “rana tripofobica” (anche se il termine “tripofobica” si riferisce solitamente alla persona affetta da questo disturbo). Certo, reazioni come queste potrebbero favorire i rospi, che così vengono meno infastiditi dagli umani.

La stessa risposta funziona anche a favore degli umani. Se alcuni animali coperti in questi punti sono velenosi, per esempio, il loro aspetto allontanerebbe le persone e quindi assicurerebbe che queste non entrino in contatto con il veleno potenzialmente letale. Il polpo dagli anelli blu è un esempio di creatura molto velenosa con caratteristiche tripofobiche.

Un’altra teoria che girava qualche anno fa afferma che le persone affette da tripofobia non amano guardare le immagini contenenti piccoli cerchi vicini tra loro perché il cervello richiede più ossigeno per elaborarle. Un’avversione a queste immagini potrebbe essere un modo per il cervello di evitare uno sforzo eccessivo.

Il polpo dagli anelli blu

Tripofobia immagini

La lievitazione di un pancake

Tripofobia immaginiImmagine: picunda_7

La tripofobia come difesa dalle malattie infettive

Alcuni biologi ritengono che la tripofobia possa fungere da meccanismo di difesa contro le malattie infettive. Molte malattie infettive esantematiche, come la varicella e alcune infezioni parassitarie, lasciano gruppi di piccoli buchi o protuberanze sulla pelle. Un’avversione a questi buchi potrebbe servire da segnale di avvertimento per stare lontano dalla persona infetta.

Ma, per ora, queste spiegazioni restano puramente ipotetiche. Dal momento che la tripofobia non è stata studiata in modo estensivo come altre fobie più comuni, poco si sa sui suoi meccanismi e su quanto sia comune.

Persino un gustoso cannolo siciliano può essere fonte di fobia

Tripofobia immaginiImmagine: trixieava

Funghi

Tripofobia immaginiImmagine: mushroomhunter

Tripofobia, test

Quelli che affermano di soffrire di tripofobia hanno riferito di subire varie reazioni alla vista di immagini tripofobiche, come malessere generale, un aumento della frequenza cardiaca o forte disgusto.

Se vuoi cercare di scoprire se soffri di questa strana fobia, osservare le “immagini tripofobiche” presenti su questa pagina, che sono intese a indurre reazioni da tripofobia e a testare quelle persone che pensano di esserne affette, possono aiutarti ad effettuare una sorta di test.

Alcune delle immagini più popolari includono la “rana tripofobica”, di cui abbiamo parlato sopra, varie cose con piccoli buchi come fragole, muffin, o alveari, e il più popolare di tutti, il fiore di loto. Molte delle immagini che troverete sono reali, altre sono alterate, come l’immagine del baccello di semi di loto photoshoppato sulla pelle di una persona.

Per la tripofobia non esiste una diagnosi ufficiale. L’unico modo per capire se si può soffrire di questa strana condizione è fare un test osservando delle immagini tripofobiche.

Questo video funziona da test, prova ad osservare per 60 secondi delle immagini tripofobiche:

Ancora funghi

Tripofobia immaginiImmagine: tomruusi

Dei piccoli di rospo del Suriname escono dai fori sul dorso della madre

Tripofobia immaginiImmagine: tripophobia

Tripofobia, cura e trattamento

Gli esperti credono che il trattamento ideale per la tripofobia sia una tecnica clinica molto usata chiamata terapia dell’esposizione. Con questo metodo, i malati si espongono gradualmente e lentamente a oggetti e immagini che scatenano le reazioni di questa fobia, come per esempio delle immagini tripofobiche. Affrontando la paura in questo metodo controllato, si diventa lentamente tolleranti a quegli stimoli e ci si rende conto che non c’è nulla di cui aver paura.

Una ceramica artistica

Tripofobia immaginiImmagine: nymla

Schiuma

Tripofobia immaginiImmagine: lilyllewellyn71

Quindi, se provi malessere, ti senti disgustato o spaventato da un’immagine di minuscoli fori raggruppati, non sei il solo. Ci sono molte persone proprio come te, che devono chiudere il computer o lo smartphone quando si imbattono in una certa foto mentre navigano su internet. La buona notizia è che le tue paure possono essere legittime. La cattiva notizia è che sembra che l’unico modo per superare la tripofobia sia continuare a cercare su Google quelle immagini terrificanti.

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