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Eventi globali come la pandemia di coronavirus COVID-19 dovrebbero fare sentire le persone di tutto il mondo più solidali tra loro e ispirare azioni di generosità. Ma, recentemente, le foto di un lavoratore migrante costretto a vestirsi da disinfettante per le mani nella hall della sede centrale del colosso petrolifero Saudi Aramco hanno generato reazioni di indignazione. Le immagini mostrano un uomo che indossa una mascherina e una “scatola” in cui trova alloggio un dispenser di disinfettante per le mani, e su cui è scritto “disinfettante per le mani”. Un’iniziativa che vorrebbe contribuire a prevenire la diffusione del virus, ma che invece ha generato un’ondata di sconcerto.

Un migrante usato come disinfettante per mani

Immagine: HishamFageeh

Le immagini sono state ampiamente criticate sui social media e molti utenti hanno usato nei loro commenti aggettivi come “sfruttatori” e “razzisti”, l’ennesimo esempio degli abusi subiti in Arabia Saudita da parte dei dipendenti, episodi che testimoniano il maltrattamento sistematico di milioni di lavoratori migranti presenti nel paese.

Un migrante usato come disinfettante per maniImmagine: HishamFageeh

Solo dopo che le immagini del lavoratore migrante usato come dispenser di disinfettante per mani sono diventate virali, la Saudi Aramco ha dichiarato su Twitter di essere “fortemente insoddisfatta” dell’accaduto e che aveva adottato misure per impedire che accadesse di nuovo.

La dichiarazione, che è stata pubblicata solo sull’account Twitter in arabo dell’azienda, non ha chiarito chi avesse ordinato che l’uomo distribuisse disinfettante per le mani nella hall dell’azienda o il perché. L’azienda non si è scusata con il lavoratore.

Un migrante usato come disinfettante per maniImmagine: ImpactPolicies

La Saudi Aramco è la compagnia più ricca del mondo; a dicembre, la sua offerta pubblica iniziale di 1,7 trilioni di dollari è stata la più grande della storia.

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