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A Roma, un’organizzazione segreta sta facendo quello che le autorità dovrebbero fare: restituire decoro alla città. Di questa organizzazione fanno parte uomini e donne che lavorano sodo, con i volti coperte da sciarpe e dai cappucci delle loro felpe. Non sono criminali, ma i membri dell’organizzazione segreta GAP nascondono le loro identità perché quello che stanno facendo, riparare un marciapiede rotto o una buca nell’asfalto senza un permesso del Comune, è tecnicamente illegale.

A Roma un gruppo segreto di nome GAP ripara le buche illegalmente

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La manutenzione della città, o per meglio dire la mancanza di essa, è una questione da molto tempo dibattuta nella capitale. È stato stimato che ci sono circa 10.000 buche a Roma che non solo provocano danni ai veicoli e frustrazione ai romani, ma sono talvolta causa di incidenti anche mortali. Le buche di Roma, insieme al problema dei rifiuti e agli autobus in fiamme, sono ormai famose in tutto il mondo.

A Roma un gruppo segreto di nome GAP ripara le buche illegalmenteClaudio Peri/EPA

Il Guardian ha voluto sapere qualcosa di più su questa organizzazione clandestina, e ha intervistato due dei loro membri, protetti dall’anonimato. Il giornalista Giorgio Ghiglione si è allora recato alle 6 di domenica mattina nel quartiere Ostiense. A quell’ora di domenica le strade sono praticamente vuote. Sette membri dei GAP scaricano sacchi di cemento e sabbia da un’auto vicino alla Basilica di San Paolo fuori le mura. Si tratta di una rete di circa 20 attivisti che svolgono il lavoro che le autorità cittadine non fanno. GAP è l’acronimo di Gruppi Artigiani ProntoIntervento, ma è anche un omaggio ai partigiani dei Gruppi di Azione Patriottica, che hanno combattuto i fascisti durante la seconda guerra mondiale. Per fortuna, i GAP di oggi non rischiano la vita in combattimento, ma la loro tecnica di azione è la stessa di quella che adottavano i sabotatori della Resistenza: individuano un bersaglio, colpiscono e scompaiono disperdendosi nelle strade della città.

A Dicembre, i GAP avevano riparato la fontana, costruita negli anni ’40, della scuola elementare Principe di Piemonte. Ne aveva parlato Repubblica. A Gennaio hanno pitturato delle strisce pedonali su una strada molto pericolosa. Ora, nella zona Ostiense, erano alle prese con una profonda e pericolosa buca che quando pioveva si riempiva d’acqua, rendendola invisibile.

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Il gruppo di “sovversivi” lascia sempre la sua firma ovunque colpisce, il loro logo è un martello e un cacciavite e accompagna spesso dei volantini che esortano i romani a seguire il loro esempio: “Gap è un’organizzazione segreta, invece di compiere azioni di sabotaggio i gappisti fanno riparazioni laddove la burocrazia fallisce. Individua il tuo obiettivo, organizza e ripara: diventa anche tu un gappista!”

I membri dei GAP intervistati dal Guardian tengono a precisare che le loro azioni non sono una protesta contro la sindaca Virginia Raggi o il Movimento Cinque Stelle. Cercano semplicemente di contrastare una situazione che va peggiorando nel corso degli anni e che è diventata ormai insostenibile.

I sette fuorilegge incontrati dal Guardian, dopo circa un’ora, hanno riparato l’asfalto e lasciano la firma dei GAP con il loro logo inciso nel cemento fresco. Le strade iniziano a popolarsi, e gli attivisti si dileguano.

“Spero che qualcuno seguirà il nostro esempio”, dice uno di loro. “Mi piacerebbe un giorno scoprire che i GAP si sono formati anche in altre città”.

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