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Cosa può insegnarci la pandemia influenzale spagnola del 1918 sul coronavirus

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“Pandemia” è una parola che ci spaventa moltissimo, soprattutto da quando, alcuni giorni fa, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato tale il coronavirus COVID-19. Ecco perché potrebbe tornare utile riscoprire una pandemia molto più mortale del passato: l’influenza spagnola. Quella che è chiamata anche la Grande Influenza fu scatenata da una variante del virus dell’influenza A sottotipo H1N1, e a partire dal 2018 uccise in poco più di due anni circa 50-100 milioni di persone. Come possono i dati del passato aiutarci a comprendere meglio l’emergenza attuale?

Influenza spagnola 1918 e coronavirus COVID-19Ospedale di emergenza in Kansas durante la pandemia di influenza spagnola – Immagine: Otis Historical Archives, National Museum of Health and Medicine

Proprio come è successo in molti paesi all’inizio della diffusione dell’attuale coronavirus, anche nel caso dell’influenza spagnola alcuni governi inizialmente minimizzarono la gravità del virus. All’epoca, paesi come la Germania, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito non volevano turbare il morale della popolazione già provata dalla Prima Guerra Mondiale. A dare notizia di una nuova epidemia fu per prima la Spagna, che era neutrale e non soggetta alla censura militare. Mentre il resto dei paesi taceva sulla questione, al mondo sembrò che gli spagnoli fossero i più duramente colpiti dalla pandemia, che prese appunto il nome di “influenza spagnola”. Un po’ come è successo all’Italia con il coronavirus COVID-19: nel nostro paese sono stati effettuati molti più tamponi che nel resto dell’Europa e degli Stati Uniti; i casi scoperti grazie ai maggiori controlli hanno fatto apparire la nostra nazione come quella in cui il virus si è diffuso maggiormente.

Influenza spagnola 1918 e coronavirus COVID-19

Vittime dell’influenza spagnola presso l’ospedale militare americano di Aix-les-Bains, Francia -immagine: U.S. Army

“Bloccando” la sua popolazione di 60 milioni di abitanti, l’Italia ha adottato la misura del distanziamento sociale nel tentativo di impedire la diffusione di COVID-19. E mentre aspettiamo di vedere i risultati di questi provvedimenti, il resto del mondo inizia a consigliare le stesse misure di prevenzione che ben conosciamo, come quella di lavarsi accuratamente le mani, restare a casa e annullare eventi che potrebbero richiamare grandi folle.

Uno studio del 2007 sull’influenza spagnola ha rivelato che, sebbene l’influenza stessa non fosse più mortale rispetto ai ceppi precedenti, i fattori ambientali fecero una grande differenza sulle sue complicanze. Pensiamo al sovraffollamento negli ospedali, la scarsa igiene e la malnutrizione diffusa. I soldati, al rientro nelle loro case dalla guerra, contribuirono a diffondere enormemente il virus a livello globale. Oggi le persone viaggiano liberamente nei paesi di tutto il mondo e questo ha causato la diffusione del COVID-19 rapidamente da un paese all’altro.

Negli Stati Uniti sono stati cancellati festival, grandi eventi e l’NBA ha sospeso la stagione sportiva, ma sono ancora in molti a chiedersi se questi provvedimenti non siano esagerati. Anche in questo caso l’influenza spagnola può insegnarci qualcosa. Nel 1918, ignorando gli avvertimenti, la città di Filadelfia organizzò una parata per sostenere lo sforzo bellico. Circa 200.000 persone riempirono le strade in uno spettacolo di solidarietà. Solo tre giorni dopo, nella città si verificarono numerosi casi di influenza spagnola e gli ospedali si riempirono di pazienti malati e morenti.

Al contrario, la città di St. Louis chiuse preventivamente scuole, campi da gioco, biblioteche e chiese, e furono vietate tutte le riunioni pubbliche con più di 20 persone. Queste tattiche di distanziamento sociale ebbero un grande effetto sul modo in cui l’influenza spagnola si diffuse in quella città, i morti furono meno della metà rispetto a quelli di Filadelfia.

Certo, l’influenza spagnola è stata una malattia molto più violenta del coronavirus. Molte delle persone affette dal COVID-19, infatti, sono asintomatiche, pur potendo comunque trasmettere l’infezione; queste persone che pensano di non avere il COVID-19 faticano a convincersi della necessità di fare alcuni sacrifici. Ma se tutti comprenderemo in fretta la necessità di queste misure, la pandemia di coronavirus avrà sicuramente meno possibilità di sopravvivere. Basta uno starnuto o una stretta di mano per continuare la catena dell’infezione. Prendendo alcune semplici misure pratiche, tutto tornerà presto alla normalità.

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